Aquafarm 2026: la Campania presenta PEPECO, progetto che trasforma gli scarti ittici in materiali biomedicali per la cura delle ustioni

La Regione Campania, l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono-Pausilipon e la Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno presentato ad Aquafarm di Pordenone (fiera internazionale dell’acquacoltura, della molluschicoltura, dell’allevamento dei pesci e delle tecnologie innovative applicate all’intera filiera ittica) il progetto Pepeco, che esplora l’utilizzo della pelle di pesce per la produzione di fogli biocompatibili destinati al trattamento delle ustioni nonché per la produzione di collagene marino da utilizzare nella chirurgia plastica ricostruttiva, come nella correzione della labiopalatoschisi.

Il progetto è finanziato dal FEAMPA – Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura, ed è nato da un accordo di collaborazione tra la Regione Campania, l’AORN Santobono-Pausilipon e il Dipartimento di Biotecnologie Marine Ecosostenibili della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

L’iniziativa si inserisce pienamente nella strategia regionale di promozione della bioeconomia circolare e punta a dare nuova vita ai sottoprodotti della filiera acquicola, in particolare pelle e collagene di pesci mediterranei allevati, trasformandoli in materiali ad alto valore aggiunto destinati al settore biomedicale. Pepeco è stato illustrato durante la sessione di Aquafarm dedicata ai progetti di ricerca finanziati, come esempio concreto di integrazione tra filiera ittica, ricerca scientifica e applicazioni sanitarie, capace di generare ricadute economiche e occupazionali per il territorio.

“Il Programma Nazionale FEAMPA della Regione Campania sostiene il comparto dell’acquacoltura sia attraverso interventi a regia regionale con bandi rivolti alle imprese, sia mediante iniziative a titolarità regionale realizzate in collaborazione con enti di ricerca e università. In questo caso parliamo di un importante accordo con l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono-Pausilipon e con la Stazione Zoologica Anton Dohrn che valorizza i sottoprodotti della filiera acquicola — come pelle e collagene di pesci mediterranei — trasformandoli in materiali di interesse biomedicale secondo un approccio di economia circolare. È un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, attraverso attività di studio e ricerca, possa generare un ritorno diretto per le nostre imprese acquicole, aprendo nuovi spazi di mercato e promuovendo la valorizzazione sostenibile della filiera”, è il commento di Fiorella Zabatta, assessora regionale alla Pesca e Acquacoltura, Biodiversità, Tutela degli animali, Protezione civile, Riforestazione, Politiche Giovanili, Sport.

“Questo progetto dimostra quanto la collaborazione tra sanità pubblica, ricerca scientifica e sistema produttivo possa tradursi in innovazioni con un impatto reale sulla salute. I biomateriali di origine marina rappresentano una frontiera promettente per la medicina rigenerativa e per il trattamento delle lesioni cutanee complesse. Lavorare su soluzioni che coniugano efficacia clinica e sostenibilità significa guardare al futuro delle cure con un approccio responsabile e integrato.”, spiega Rodolfo Conenna, direttore generale dell’AORN Santobono Pausilipon.

“Con il progetto Pepeco integriamo in modo sistematico competenze scientifiche e tecnologiche finalizzate alla valorizzazione responsabile delle risorse marine. Il progetto evidenzia come i sottoprodotti della filiera acquicola possano essere convertiti in risorse ad elevato valore aggiunto, contribuendo allo sviluppo di una bioeconomia circolare capace di coniugare innovazione, tutela dell’ambiente e crescita economica” commenta il Presidente, prof. Roberto Bassi, della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

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