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A Roma il Road Show sulla prevenzione vaccinale: nuovo ruolo da protagonista della farmacia dei servizi

A Roma la tappa conclusiva del Road Show ‘Le farmacie dei servizi nel percorso di prevenzione vaccinale: La sensibilizzazione della popolazione alla prevenzione passa dalle farmacie’, organizzato da Motore Sanità, grazie al contributo non condizionante di Pfizer, che ha toccato le città di Bari, Torino, Verona, Bologna e Ancona.

Proseguendo il proficuo percorso del 2024, l’iniziativa ha visto numerosissime partecipazioni, tra cui rappresentanti delle istituzioni, dei farmacisti, e del mondo delle associazioni dei pazienti, che di volta in volta hanno espresso il loro sostegno alle farmacie.

Tra i temi principali c’è stata la richiesta di incrementare il numero delle farmacie abilitate a vaccinare, con l’obiettivo di implementare le vaccinazioni eseguibili. Così, le farmacie, da un punto di distribuzione del farmaco, rafforzano il loro ruolo di centro per i servizi sanitari territoriali per promuovere la prevenzione delle infezioni respiratorie, influenza e del Covid-19.

“Le farmacie si sono dimostrate un valido supporto alle strutture vaccinali pubbliche grazie alle loro caratteristiche peculiari: la capillarità della rete, l’elevata professionalità dei farmacisti appositamente formati per la somministrazione di vaccini, l’ampiezza degli orari di apertura e il collegamento informatico alle piattaforme pubbliche” afferma il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo. “Il modello operativo adottato dalle farmacie durante la pandemia è stato esteso anche alla vaccinazione antinfluenzale e ad altre vaccinazioni similari, come ad esempio Herpes Zoster e HPV nelle Marche, anti-pneumococcica in Lombardia. La collaborazione delle farmacie con i medici di medicina generale e gli altri professionisti della salute che operano sul territorio è fondamentale per raggiungere l’obiettivo comune di ampliare le coperture vaccinali, con benefici sia per i cittadini, sia per il Servizio Sanitario Nazionale”.

“La vera sfida della sanità oggi è prevenire, non solo curare”, dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “I farmacisti sono parte integrante della rete di prevenzione sul territorio e protagonisti di questa missione: lo dimostrano i milioni di vaccini somministrati negli ultimi anni e l’adesione crescente dei cittadini che trovano in noi un punto di riferimento competente, affidabile e facilmente accessibile. Con l’arrivo della stagione invernale, siamo pronti a rafforzare il nostro contributo alle campagne vaccinali contro influenza e Covid, fondamentali per proteggere soprattutto i più fragili. In molte Regioni, inoltre, i farmacisti sono già coinvolti nella somministrazione dei vaccini contro herpes zoster, polmonite pneumococcica, tetano-difterite-pertosse e HPV, con una risposta molto positiva da parte dei cittadini. Queste esperienze confermano il valore della prossimità per portare la prevenzione nella vita quotidiana delle persone, raggiungendo anche i più giovani e coloro che vivono nelle aree più periferiche. L’auspicio è che tutte le Regioni possano percorrere questa strada per realizzare gli obiettivi di copertura raccomandati. La prevenzione è la nostra migliore alleata: protegge la salute delle persone e rappresenta un investimento strategico per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale”.

Nonostante la vaccinazione sia fortemente raccomandata dal Ministero della Salute alle categorie over 60 a rischio, il tasso di copertura raggiunto nel 2024 è stato del 4,42% confermando poca attenzione verso la prevenzione vaccinale.

“Il ruolo delle farmacie dei servizi nel percorso di prevenzione vaccinale – dichiara Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento Prevenzione, Ricerca ed Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute – rappresenta un valore aggiunto straordinario per il nostro SSN, soprattutto in vista della stagione invernale, quando aumentano i casi di influenza. Lo scorso anno soltanto il 52,2% degli over 65 si è vaccinato contro l’influenza: un dato ancora lontano dall’obiettivo minimo del 75%. Per questo è fondamentale rafforzare e fortificare la rete della prevenzione, potenziando le campagne vaccinali affinché siano incisive e vicine ai cittadini. L’influenza, ad esempio negli anziani e nei soggetti fragili, può determinare complicanze gravi, fino a causare ricoveri e conseguenze severe. Basterebbe una semplice vaccinazione per evitare queste situazioni. La possibilità di ricevere il vaccino non soltanto dal medico di medicina generale ma anche in farmacia aumenta i punti di accesso sul territorio, accresce la compliance e l’aderenza delle persone alle campagne vaccinali. La prevenzione resta il farmaco più efficace a disposizione” – conclude Campitiello“e rafforzare la rete vaccinale, includendo pienamente le farmacie tra gli attori della somministrazione, significa rendere concreta questa visione e proteggere la salute della collettività.”

Le farmacie sono da sempre un punto di riferimento affidabile per i cittadini, pertanto, il loro ruolo nel promuovere un coinvolgimento consapevole alla vaccinazione assume un’importanza fondamentale. Per molte persone che vivono nelle aree periferiche del nostro Paese, le farmacie rurali rappresentano spesso l’unico presidio accessibile per la prevenzione. Il farmacista può contribuire a superare le esitazioni del paziente, in particolare di quello più fragile, richiamando l’attenzione sulle conseguenze a lungo termine del Covid e incentivando una prevenzione che vada oltre quella stagionale.

Salvatore D’Antonio, Presidente Associazione Pazienti BPCO spiega, “nell’imminenza della stagione invernale diventa urgente ed importante offrire al maggior numero di cittadini la possibilità di attuare le vaccinazioni antiinfluenzale ed antipneumococcica, come raccomandato dalle più importanti Associazioni scientifiche sulla scorta dei risultati positivi che le campagne vaccinali degli anni precedenti stanno a dimostrare. Si ribadisce l’importanza di poter agevolare e favorire il più possibile l’intento dei cittadini a sottoporsi a tale trattamento di prevenzione che, oltre presso gli ambulatori dei medici di base, le strutture convenzionate, può essere attuato presso le farmacie, la cui distribuzione territoriale rimane una garanzia di diffusione capillare sul territorio, assicurando quindi una piena copertura a livello nazionale. Risulta fondamentale fornire in tempi rapidi le scorte dei due tipi di vaccini, in modo da offrire l’opportunità della doppia vaccinazione in contemporanea, evitando una dispersione dell’utenza non sempre disposta ad una doppia seduta vaccinale”.

“Per Cittadinanzattiva l’introduzione delle vaccinazioni in farmacia non è soltanto un nuovo servizio reso disponibile ai cittadini, ma rappresenta un segnale concreto di come il Servizio sanitario nazionale possa riorganizzarsi per rispondere alle reali esigenze delle comunità. La farmacia è infatti un presidio capillare, accessibile anche nelle aree interne e rurali, e la possibilità di vaccinarsi in questo contesto significa abbattere distanze fisiche e barriere burocratiche, avvicinando la prevenzione alla vita quotidiana delle persone. I farmacisti, debitamente formati, hanno dimostrato competenza, affidabilità e capacità di consolidare e rafforzare un rapporto di fiducia già esistente con i cittadini, svolgendo anche una funzione preziosa di sensibilizzazione e corretta informazione. È un modello che si inserisce pienamente nell’ottica della riforma dell’assistenza territoriale, che chiede di rendere stabili e omogenei i servizi di prossimità“, sostiene Maria Vitale, Responsabile Programmi per la Salute di Cittadinanzattiva

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