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Antimicrobico resistenza: un killer silenzioso

L’antimicrobico resistenza, un pandemia letale come il Covid, presente già molto tempo prima del virus che ha sconvolto il pianeta negli ultimi due anni.

Ma che cos’è l’antimicrobico resistenza?

L’antimicrobico resistenza, chiamata in gergo tecnico AMR, è il fenomeno per cui i batteri si proteggono dall’attacco degli antibiotici e quindi non reagiscono più al loro utilizzo. La resistenza agli antibiotici si verifica per varie cause, una di queste è il non corretto utilizzo degli antibiotici o il loro abuso.

La pandemia ci ha fatto capire come occorra avere armi valide nella lotta contro tutto ciò che provoca infezioni. E anche come occorra avere una corretta informazione sull’utilizzo delle medicine. Quindi informazione e prevenzione sono due parole chiave. Purtroppo non bastano quando si parla di infezioni: solo il 30-50 % delle infezioni sono prevenibili tramite buone pratiche.

Quali sono i numeri dell’antimicrobico resistenza?

I numeri sono impressionanti. Si parla di 10 milioni di morti entro il 2050. Inoltre in termini economici viene stimata una perdita di 100 miliardi di dollari di produzione economica.

Come sconfiggere l’antimicrobico resistenza?

Per questo motivo occorre che la ricerca in questo campo non si fermi e vengano in continuazione creati nuovi antibiotici, che rispondano in maniera sempre maggiore alle infezioni.
Per fortuna in tempi recenti la ricerca ha ripreso a produrre nuovi antibiotici. Ci sono quindi delle chance in più di sopravvivere per le persone colpite da antimicrobico resistenza.

I tempi della ricerca non sono però brevi. Basti pensare che per un nuovo antibiotico occorrono tra gli 8 e gli 11 anni e con un costo che supera i 600 milioni di euro.
Purtroppo va segnalato che nel nuovo piano del Recovery Fund non c’è nessuna voce relativa al grande problema dell’antimicrobico-resistenza. Occorrerebbe una visione strategica nazionale ed internazionale per tentare di ovviare a questo problema.

Per cui se è importante una corretta informazione sull’utilizzo degli antibiotici è anche importante incentivare la ricerca in questo campo.

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