Contenuti esclusivi

Potenziare l’assistenza sanitaria attraverso il FSE 2.0: i benefici per i professionisti

La trasformazione digitale in sanità sta modificando in profondità...

Epatite A: segnali di miglioramento della curva epidemica

Funzionano i dispositivi di prevenzione e i consigli di...

Mammografia, l’intelligenza artificiale accelera diagnosi e referti: l’esperienza dell’Umbria

Aumentano i casi positivi selezionati nello screening, gli algoritmi...

Asma grave e poliposi nasale: arriva la terapia che si somministra solo due volte l’anno

La Commissione Europea ha approvato depemokimab, il primo anticorpo monoclonale long-acting, somministrazione semestrale. Un lusso per milioni di pazienti in tutto il mondo

Per chi soffre di asma grave o di rinosinusite cronica con polipi nasali, la quotidianità è spesso un percorso a ostacoli. Non si tratta soltanto di una generica difficoltà a respirare, ma di una condizione che si manifesta nelle notti insonni, nella perdita del senso dell’olfatto, dolore facciale e il rischio costante di dover ricorrere a cure d’urgenza in pronto soccorso. Oggi, per questi pazienti, si apre una nuova era terapeutica grazie al via libera della Commissione Europea a depemokimab, una terapia innovativa che promette di controllare la malattia con sole due somministrazioni all’anno.

Molte patologie respiratorie croniche condividono un “motore” invisibile comune, noto come infiammazione di tipo 2. Si tratta di una risposta immunitaria iperattiva che rende i sintomi persistenti e particolarmente difficili da gestire, anche quando si utilizzano i farmaci tradizionali ad alto dosaggio. Nell’asma grave, che colpisce circa quattro milioni di persone in Europa, questa infiammazione scatena tosse e crisi respiratorie invalidanti che mettono a rischio la sopravvivenza stessa del paziente. Parallelamente, nella rinosinusite cronica, il medesimo meccanismo porta alla formazione di polipi che ostruiscono le cavità nasali, rendendo spesso necessari ripetuti interventi chirurgici che purtroppo non sempre garantiscono una soluzione definitiva.

Partendo da queste premesse, l’avvento di depemokimab rappresenta una svolta senza precedenti poiché è il primo farmaco biologico a durata ultra-lunga approvato nell’Unione Europea. La sua particolarità risiede nell’elevata affinità per l’interleuchina-5, una proteina chiave nel processo infiammatorio, e in una struttura molecolare che ne prolunga l’efficacia nel tempo, permettendo di spegnere l’infiammazione per sei mesi consecutivi. Come spiegato da Kaivan Khavandi, responsabile globale della ricerca e sviluppo per l’immunologia di GSK, questa approvazione offre un’efficacia sostenuta che protegge i pazienti dalle riacutizzazioni più gravi con un impegno terapeutico ridotto al minimo.

La solidità di questa innovazione emerge chiaramente dai dati della ricerca clinica di Fase III. Negli studi SWIFT, dedicati all’asma, il farmaco ha ridotto del 58% le crisi annuali, con un dato ancora più rilevante riguardante le esacerbazioni gravi: le ospedalizzazioni sono infatti crollate del 72%. Allo stesso modo, negli studi ANCHOR focalizzati sulla poliposi nasale, i pazienti hanno registrato un netto miglioramento nel passaggio dell’aria e una significativa riduzione della dimensione dei polipi stessi.

L’impatto di questa scoperta non è puramente clinico, ma investe profondamente la qualità della vita dei pazienti. Eugenio De Corso, professore all’Università di Perugia, sottolinea come la poliposi nasale compromette attività fondamentali e naturali come il sonno e la respirazione. Poter gestire deficit così gravosi con un richiamo semestrale riduce drasticamente il carico terapeutico che pesa su chi, fino a ieri, doveva dipendere da cure quotidiane o frequenti iniezioni. Con il via libera europeo, che segue i successi normativi in USA e Giappone, si apre una fase in cui il controllo della malattia diventa finalmente stabile, duraturo e molto meno invasivo.

Seguici!

Ultimi articoli

Potenziare l’assistenza sanitaria attraverso il FSE 2.0: i benefici per i professionisti

La trasformazione digitale in sanità sta modificando in profondità...

Epatite A: segnali di miglioramento della curva epidemica

Funzionano i dispositivi di prevenzione e i consigli di...

Mammografia, l’intelligenza artificiale accelera diagnosi e referti: l’esperienza dell’Umbria

Aumentano i casi positivi selezionati nello screening, gli algoritmi...

Timo, una ghiandola da riscoprire: influenza la longevità e la risposta alle terapie

Due studi pubblicati su Nature rivelano che la salute...

Newsletter

Registrati e ottieni le nostre rassegne stampa in esclusiva!

spot_img

Da non perdere

Potenziare l’assistenza sanitaria attraverso il FSE 2.0: i benefici per i professionisti

La trasformazione digitale in sanità sta modificando in profondità...

Epatite A: segnali di miglioramento della curva epidemica

Funzionano i dispositivi di prevenzione e i consigli di...

Mammografia, l’intelligenza artificiale accelera diagnosi e referti: l’esperienza dell’Umbria

Aumentano i casi positivi selezionati nello screening, gli algoritmi...

Timo, una ghiandola da riscoprire: influenza la longevità e la risposta alle terapie

Due studi pubblicati su Nature rivelano che la salute...

Leonardo Maria Del Vecchio e Comunità di Sant’Egidio lanciano progetti di co-housing sociale

Sulle rovine di un fabbrica abbandonata alla periferia est...
spot_imgspot_img

Potenziare l’assistenza sanitaria attraverso il FSE 2.0: i benefici per i professionisti

La trasformazione digitale in sanità sta modificando in profondità modalità di lavoro, processi assistenziali e strumenti a disposizione degli operatori. In questo percorso, il...

Epatite A: segnali di miglioramento della curva epidemica

Funzionano i dispositivi di prevenzione e i consigli di igiene e profilassi diramati a più riprese, nell’ultima settimana, dalla Regione Campania e dal dipartimento...

Mammografia, l’intelligenza artificiale accelera diagnosi e referti: l’esperienza dell’Umbria

Aumentano i casi positivi selezionati nello screening, gli algoritmi individuano segnali di rischio invisibili a occhio nudo. Gli esperti italiani: la tecnologia deve integrarsi...