DEMENZA GIOVANILE: TENERE ATTIVO IL CERVELLO AIUTA

Una persona con demenza giovanile, mediamente attende un tempo maggiore per una diagnosi corretta. L’Alzheimer è una malattia comunemente associata con la vecchiaia eppure esistono molti casi in cui questa malattia neurodegenerativa progressiva si presenti in pazienti giovani.

Un nuovo studio a campione però ha scoperto tre fattori di rischio che possono aiutare a capire meglio questa malattia e forse anche prevenirla. Questa ricerca che identifica questi fattori di rischio anche negli anni dell’adolescenza è stata presentata nel corso del Alzheimer Association International Conference di quest’anno.

Gli esperti in questo studio hanno messo in correlazione la salute del cuore, l’indice di massa corporea (BMI) e la qualità dell’istruzione con la salute del cervello di una persona. I dati raccolti nel corso della ricerca potrebbero inoltre aiutare a rilevare la demenza nelle sue prima fasi.

Inoltre anche l’origine razziale dei pazienti parrebbe influire infatti sarebbe emerso che i pazienti di discendenza africana sono influenzati maggiormente da questi fattori, addirittura avrebbero una probabilità doppia di sviluppare demenze rispetto a chi è di origine caucasica.

Identificare questi fattori di rischio di Alzheimer da una possibilità in più per prevenire questa malattia. Infatti educando i bambini a sane abitudini di vita si possono ridurre in futuro nuovi casi di alzheimer e altri tipi di demenza giovanile e non.

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