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Diabete di tipo 2, i trial confermano il valore del monitoraggio continuo

Migliore controllo glicemico con FreeStyle Libre: più tempo in range, HbA1c più bassa e migliore qualità di vita anche con sola insulina basale

La gestione del diabete di tipo 2 sta cambiando rapidamente grazie a terapie mirate e tecnologie capaci di offrire informazioni immediate e continue. In un contesto in cui milioni di persone nel mondo utilizzano l’insulina basale senza riuscire a raggiungere gli obiettivi glicemici, strumenti che permettono di comprendere in tempo reale l’andamento del glucosio stanno diventando un supporto fondamentale. La possibilità di osservare come il nostro metabolismo si comporta ai pasti, durante e dopo l’attività fisica o quando è sottoposto a stress sta trasformando l’autogestione, rendendola più consapevole e personalizzata. È in questa cornice che si inseriscono i nuovi dati presentati da Abbott, che confermano il ruolo crescente del monitoraggio continuo del glucosio anche nelle persone trattate con una sola iniezione giornaliera di insulina. I risultati del trial randomizzato controllato FreeDM2 mostrano come l’utilizzo del sistema di monitoraggio continuo del glucosio FreeStyle Libre consente un miglior controllo glicemico rispetto al tradizionale automonitoraggio tramite puntura del dito. I dati sono stati presentati alla Conferenza Internazionale sulle Tecnologie Avanzate e i Trattamenti per il Diabete (ATTD), confermando il valore del CGM nella gestione del diabete di tipo 2.

Nel mondo, circa 63 milioni di persone utilizzano l’insulina per gestire il diabete di tipo 2, ma solo una minoranza – tra il 18% e il 30% – raggiunge gli obiettivi di emoglobina glicata. Un divario che pesa sulla salute delle persone e sui sistemi sanitari, con costi stimati in 217 miliardi di dollari l’anno. Il trial FreeDM2 è stato progettato proprio per capire se il monitoraggio continuo del glucosio possa aiutare chi utilizza solo insulina basale a ottenere risultati migliori. Lo studio ha coinvolto 303 partecipanti in 24 centri clinici del Regno Unito, divisi in due gruppi: uno ha utilizzato FreeStyle Libre, l’altro ha continuato con le misurazioni capillari tradizionali. I risultati sono stati evidenti. Chi utilizzava il monitoraggio continuo ha ottenuto un miglioramento più marcato dell’emoglobina glicata, con una riduzione media dello 0,6% in quattro mesi. Inoltre, queste persone hanno trascorso circa due ore e mezza in più al giorno all’interno del range glicemico ottimale (70–180 mg/dL), segno di una gestione più stabile e prevedibile.

“Questo studio dimostra il valore delle informazioni sul glucosio in tempo reale per le persone con diabete di tipo 2 in trattamento con sola insulina basale,” ha spiegato Emma Wilmot, professoressa associata presso la School of Medicine dell’Università di Nottingham e co‑responsabile dello studio. Lala Leelarathna, professoressa associata all’Imperial College London, ha aggiunto che “anche chi è già in terapia con farmaci moderni ha tratto un beneficio concreto dalla possibilità di vedere subito l’andamento del glucosio. Le persone hanno potuto fare piccoli aggiustamenti quotidiani, ottenendo risultati migliori”.

A confermare i dati del FreeDM2 arriva anche uno studio italiano presentato all’ATTD, che ha seguito 88 adulti con diabete di tipo 2 in terapia con insulina basale nella pratica clinica quotidiana. Dopo tre mesi di utilizzo del sistema FreeStyle Libre, i partecipanti hanno mostrato livelli medi di glucosio più bassi, più tempo trascorso nel range glicemico sano e un miglioramento della qualità della vita. “Questi dati real‑world provenienti dall’Italia confermano i benefici del monitoraggio continuo del glucosio già osservati nello studio controllato FREEDM2”, ha dichiarato il professor Francesco Giorgino, Presidente della Società Europea per lo Studio del Diabete (EASD). “Il fatto che anche in persone trattate con una sola iniezione giornaliera di insulina basale si osservino miglioramenti del profilo glicemico e della qualità di vita rafforza il valore clinico del CGM in una popolazione spesso ancora poco considerata nell’accesso alle tecnologie”. Mahmood Kazemi, Chief Medical Officer della divisione diabete di Abbott, ha sottolineato che “in entrambi gli studi, la visibilità in tempo reale dei livelli di glucosio offre alle persone la comprensione necessaria per apportare piccoli aggiustamenti informati durante la giornata. Il valore risiede nell’accesso continuo alle informazioni glicemiche, più che in una singola caratteristica del dispositivo”.

Il tema dell’accesso è particolarmente rilevante in Italia, dove i criteri di rimborso dei dispositivi CGM variano da regione a regione. Alcune regioni li rimborsano solo alle persone in terapia multi‑iniettiva, mentre altre – come Lombardia, Lazio, Sicilia, Campania, Basilicata, Marche e Veneto – prevedono il rimborso per tutti i pazienti in terapia insulinica e, in alcuni casi, anche per chi non utilizza insulina.

Le evidenze
del trial FreeDM2 e dello studio italiano rafforzano la necessità di ampliare l’accesso al monitoraggio continuo del glucosio per tutte le persone con diabete di tipo 2 in terapia con insulina basale. Una direzione già indicata dalle linee guida SID e AMD aggiornate a ottobre 2025, che raccomandano con grado forte l’impiego del CGM anche in questa popolazione. I dati confermano dunque che la tecnologia può colmare un gap importante nella gestione del diabete di tipo 2, offrendo strumenti concreti per migliorare il controllo glicemico, la qualità della vita e, in ultima analisi, gli esiti clinici. Una prospettiva che potrebbe contribuire a ridurre il peso della malattia sia per le persone che ne sono affette sia per i sistemi sanitari.

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