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Dolore cronico lieve e moderato, cresce l’uso dei Fans in modo inappropriato. Si fa il punto nelle regioni del Centro

Il recente report Osmed conferma i dati di inappropriatezza dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) evidenziando, ancora una volta, la crescita della spesa sostenuta direttamente dai cittadini che cresce del 2,7% annuo, a fronte di un incremento dei consumi dell’1,2%. Per quanto attiene, invece, alla spesa del Servizio sanitario nazionale, il report evidenzia una riduzione rispetto al precedente report del 3,9% in termini di spesa e del 5,7% in termini di consumi. Questi dati, seppur incoraggianti, non risolvono il tema dell’inappropriatezza dei FANS.

Infatti, una recente analisi real world condotta su oltre 12 milioni di assistiti evidenzia che nell’84% dei casi le prescrizioni dei FANS risultano inappropriate e che nella metà dei casi i FANS vengono prescritti a persone che presentano chiare controindicazioni al loro utilizzo con potenziale rischio di importanti effetti collaterali.
Un ulteriore dato di inappropriatezza dei FANS è evidenziabile nel loro uso occasionale: il 51,3% dei pazienti riceve una sola prescrizione/anno. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità con il contributo incondizionato di Angelini Pharma, ha promosso dei tavoli macro-regionali di confronto tra esperti e istituzioni su appropriatezza prescrittiva e corretta informazione, fattori chiave nella gestione del dolore cronico. 

In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, circa il 10% della popolazione, con forti ricadute in ambito sanitario, compromettendo significativamente la qualità della vita dei pazienti, generando isolamento sociale e lavorativo, oltre a determinare un peso economico importante sia per il singolo che per il sistema sanitario, causando assenteismo e calo della produttività. La gestione di questi pazienti richiede un approccio multidisciplinare integrato, che coinvolga il medico di medicina generale, lo specialista, gli infermieri, i fisioterapisti, gli psicologi e i terapisti occupazionali. In Italia esistono da anni le Reti di Terapia del Dolore, strutture che ancora oggi a causa della carenza di risorse, sono inadeguate. Proprio per questo motivo, il Ministero della Salute ha emanato Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico ribadendo la necessità di garantire accesso alle cure attraverso il potenziamento delle reti e la continuità assistenziale tra territorio e ospedale.

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono tra i trattamenti più diffusi per la gestione del dolore. La Nota AIFA 66, aggiornata nel 2018, ne definisce le condizioni di prescrizione rimborsabile per orientarne l’uso in linea con le indicazioni terapeutiche. CliCon Srl Società Benefit, ha condotto un’analisi osservazionale su oltre 12 milioni di assistibili, i cui risultati, recentemente pubblicati, descrivono le modalità di utilizzo dei FANS in Italia nel periodo 2019–2023. La quota di pazienti trattati è aumentata dall’1,9% al 3,0%, con un incremento dei consumi da 15,5 a 16,8 DDD/1.000 abitanti/die. I dosaggi medio-bassi risultavano i più prescritti, la durata media del trattamento era di circa tre mesi e un paziente su cinque riceveva più di un FANS nei primi 12 mesi. Nei dati aggiornati al 2023, circa la metà degli utilizzatori di FANS presentava controindicazioni note e il 45% dei pazienti a rischio non riceveva gastroprotezione. Un’analisi integrata ha inoltre evidenziato che il 48% mostrava potenziali controindicazioni o assenza di indicazioni documentate, nei limiti della tracciabilità dei dati amministrativi, riconoscendo che alcune condizioni cliniche potrebbero non essere rilevabili. Queste evidenze, provenienti dalla reale pratica clinica italiana, offrono una rappresentazione aggiornata dei modelli di utilizzo dei FANS e sottolineano l’importanza di rafforzare la consapevolezza prescrittiva e ribadiscono il valore di una corretta informazione a supporto della gestione del dolore”, dichiara Luca Degli Esposti, Presidente CliCon S.r.l Health, Economics & Outcomes Research

“La Medicina Generale può certamente svolgere un ruolo fondamentale nella gestione del dolore cronico soprattutto se coinvolta in modo strutturale e proattivo attraverso la nuova dimensione organizzativa digitale che passa attraverso l’implementazione in corso delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) in tutte le Regioni, grazie alla definizione dei nuovi Accordi Integrativi Regionali (AIR) della Medicina Generale. La disponibilità di sistemi digitali informativi evoluti può supportare il medico e le AFT nell’acquisire consapevolezza nelle complessità assistenziali inerenti alla gestione del dolore cronico, fornendo sia indicazioni strategiche sulla dimensione dei fenomeni e sulle patologie che lo sostengono, che sulle modalità terapeutiche e assistenziali adottate, cercando anche di ottenere correzioni verso la migliore appropriatezza delle performance professionali”, dice Rino Moraglia, Direttore Strategico Net Medica Italia

“Sono tante le regioni italiane dove, a seguito della sottoscrizione degli Accordi Integrativi Regionali per la Medicina Generale, si stanno determinando grandi cambiamenti nell’Assistenza Primaria.
La nuova organizzazione dei medici in AFT, la dotazione della stessa AFT di soluzioni digitali evolute per la raccolta dati e per il loro monitoraggio, pongono le premesse perché il ruolo della Medicina Generale nell’Assistenza territoriale possa realizzarsi con sempre maggiore efficacia e consapevolezza. In questi ambiti particolare rilevanza assume la gestione di tutte le condizioni di cronicità, verso cui i medici e la AFT devono assumere un modello di assistenza proattiva, avendo disponibili tutti gli elementi conoscitivi per modulare al meglio le strategie di cura e di governo clinico. Su tali basi la gestione del dolore cronico, per la dimensione del fenomeno e i tanti pazienti coinvolti, costituisce un aspetto di grande attenzione e rilevanza. La disponibilità strutturale di dati e le elaborazioni che le risorse informatiche consentono, offrono la possibilità alle AFT e ai loro medici, di conoscere nel dettaglio le modalità terapeutiche con cui questi problemi vengono affrontati, i loro impatti in termini di appropriatezza, efficacia, efficienza ed effetti collaterali, attivando iniziative di benchmarking e confronto con altre analoghe realtà locali o nazionali, in un sistema fortemente orientato al miglioramento
”, spiega Paolo Misericordia, Segretario Regionale FIMMG Marche

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