Negli ultimi anni, il tema della prevenzione ha portato alla ribalta malattie impropriamente sottovalutate, ma che possono invece avere un impatto drammatico sulla nostra salute. Tra queste, le dolorosissime nevralgie da Herpes Zoster, note come Fuoco di Sant’Antonio, meritano un’attenzione particolare, soprattutto alla luce dei risultati di un’indagine internazionale che rivela scarsa consapevolezza riguardo alle riacutizzazioni.
Secondo i dati emersi, circa una persona su due in buona salute in Italia ignora la pericolosità dell’Herpes Zoster e, in particolare, tutti quelli che si collocano nella fascia di età tra i 50 e i 60 anni tendono a sottovalutare i rischi e rimandano la vaccinazione. Si tratta di un errore, poiché il rischio di sviluppare l’Herpes Zoster non è solo una questione di età, ma è accentuato dalla presenza di altre patologie concomitanti, come avviene per malattie reumatologiche, diabete, patologie croniche cardiovascolari, renali e respiratorie, deficit immunologici e tumori.
La riattivazione del virus varicella-zoster, che può rimanere silente nell’organismo per anni dopo la prima infezione da varicella, porta a una rash cutaneo doloroso, e le conseguenze possono andare ben oltre, includendo la nevralgia post-erpetica, una condizione caratterizzata da forti dolori che possono persistere per settimane o mesi, anche dopo la scomparsa dei principali sintomi.
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In occasione di una conferenza stampa a Roma, foto sopra, esperti di chiara fama hanno sottolineato e motivato l’importanza della vaccinazione. Enrico Di Rosa, Direttore del servizio “Igiene e Sanità Pubblica” della ASL Roma 1 e Presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), ha evidenziato come “la prevenzione sia frutto della conoscenza”. È fondamentale che le persone a rischio, in particolare coloro che hanno superato i 50 anni o presentano patologie concomitanti, siano informate sui vantaggi della vaccinazione per proteggersi dal rischio riacutizzazioni del virus Herpes Zoster.
Andrea Doria, Professore di Reumatologia presso l’Università di Padova, ha aggiunto che in alcune popolazioni, come nelle persone con diabete, l’Herpes Zoster può insorgere con maggiore frequenza, con il rischio di sviluppare la nevralgia post-erpetica; le interazioni tra diverse patologie possono rendere la gestione clinica del paziente particolarmente complessa.
Tecla Mastronuzzi, medico di medicina generale di Bari e responsabile nazionale della Macroarea Prevenzione della SIMG, ha invitato la popolazione a non sottovalutare il problema: “Non bisogna nascondere la testa sotto la sabbia. È fondamentale informarsi e adottare misure preventive”.
La vaccinazione: un’opportunità da non perdere
La buona notizia è che la prevenzione è alla portata di tutti coloro che sono eleggibili. In Italia, la vaccinazione contro l’Herpes Zoster è sicura ed efficace, offrendo una protezione fino all’89% per un periodo di dieci anni. Dati recenti indicano che la vaccinazione può continuare a fornire protezione anche oltre questo periodo. Tuttavia, è importante che le persone a rischio comprendano la necessità di vaccinarsi e discutere di questa opportunità con il proprio medico di fiducia.
Durante la Settimana della Prevenzione dal Fuoco di Sant’Antonio, in programma dal 24 febbraio al 2 marzo, gli esperti raccomandano di lanciare una informazione attiva e consapevole. Secondo il sondaggio Ipsos Healthcare per GSK, solo il 52% degli italiani in buona salute ha una vaga idea di cosa sia l’Herpes Zoster. La maggior parte degli intervistati si considera.
La salute è un bene prezioso, e la prevenzione è il primo passo per tutelarsi. Il Fuoco di Sant’Antonio non è una malattia da sottovalutare; al contrario, richiede attenzione e consapevolezza, soprattutto da parte di coloro che si trovano in fasce di età più avanzate o che convivono con patologie croniche. La vaccinazione rappresenta un’opportunità, per tutti.