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L’emicrania ora si può prevenire efficacemente. Lo studio TEMPLE lo dimostra

Importante passo avanti nella prevenzione dell’emicrania: atogepant supera topiramato nello studio TEMPLE. Lo studio di fase III presentato a Chicago conferma la superiorità del farmaco AbbVie per efficacia e tollerabilità

È una promessa concreta di una vita con meno dolore, più prevedibilità e maggiore controllo.”

CHICAGO – Un nuovo farmaco si afferma nella prevenzione dell’emicrania, superando per efficacia e tollerabilità uno dei trattamenti più utilizzati finora. Si tratta di atogepant, antagonista orale del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), che nello studio di fase III TEMPLE ha dimostrato di essere superiore al topiramato, farmaco anticonvulsivante da anni approvato anche per la prevenzione dell’emicrania.

A renderlo noto è AbbVie, che ha annunciato i risultati dello studio durante una conferenza scientifica a Chicago: lo studio ha raggiunto non solo l’endpoint primario – minor numero di interruzioni per eventi avversi – ma anche tutti e sei gli endpoint secondari, inclusa una più elevata percentuale di pazienti che hanno ridotto della metà il numero medio di giorni mensili con emicrania.

“Lo studio TEMPLE fornisce un nuovo standard di riferimento: ci dice che oggi è possibile conciliare efficacia e tollerabilità in un’unica soluzione terapeutica”, ha dichiarato il neurologo Jaclyn Duvall, fondatore degli Headache Specialists of Oklahoma. “Troppe persone con emicrania non riescono ancora a raggiungere i loro obiettivi terapeutici. Atogepant può rappresentare una risposta concreta.”

Efficacia clinica: il dato chiave

Nel dettaglio, TEMPLE ha coinvolto 545 adulti con almeno quattro giorni di emicrania al mese, distribuiti in 73 centri tra Europa, Canada e Israele. Dopo una fase di titolazione di sei settimane, i partecipanti sono stati seguiti per altre 18 settimane di trattamento in doppio cieco. L’endpoint primario – la percentuale di pazienti che ha interrotto il trattamento a causa di effetti avversi – ha mostrato una netta superiorità di atogepant: solo il 12,1% dei pazienti ha abbandonato la terapia, contro il 29,6% del gruppo trattato con topiramato.

Anche gli endpoint secondari hanno mostrato differenze significative: il 64,1% dei pazienti trattati con atogepant ha raggiunto una riduzione di almeno il 50% nei giorni mensili con emicrania (MMD), rispetto al 39,3% con topiramato (p<0,0001).

“Questi dati rafforzano le raccomandazioni dell’American Headache Society e dell’International Headache Society”, ha affermato Roopal Thakkar, vicepresidente esecutivo di AbbVie. “Atogepant si afferma come opzione di prima linea per la prevenzione dell’emicrania”.

Un bisogno ancora insoddisfatto

Nonostante la crescente disponibilità di farmaci preventivi, l’emicrania resta una delle principali cause di disabilità al mondo, colpendo circa il 14% della popolazione globale. Oltre la metà dei pazienti che assume una terapia preventiva resta ancora idonea a trattamenti aggiuntivi, segno che le opzioni attuali non garantiscono sollievo sufficiente.

“Il dato clinico non basta – spiega Duvall –. È la persistenza nel trattamento a determinare l’impatto reale. Se un farmaco non è tollerato, il paziente lo abbandona. E si ritorna al punto di partenza. Atogepant unisce efficacia e profilo di sicurezza favorevole, e questo può fare la differenza nella vita quotidiana delle persone.”

Meccanismo d’azione mirato e somministrazione orale

Atogepant agisce bloccando i recettori del CGRP, un neuropeptide coinvolto nella trasmissione del dolore e nella vasodilatazione durante gli attacchi emicranici. L’azione mirata su questo pathway biologico rappresenta una rivoluzione nel trattamento preventivo, in contrasto con i meccanismi più generici dei farmaci anticonvulsivanti.

Un ulteriore punto di forza è la modalità di somministrazione: atogepant si assume per via orale una sola volta al giorno, con dosi da 10, 30 o 60 mg, a seconda della necessità clinica. A differenza di molte terapie biologiche preventive iniettabili, questa formulazione aumenta l’aderenza al trattamento, soprattutto nei pazienti riluttanti alle iniezioni.

Profilo di sicurezza confermato

Gli effetti collaterali più comuni osservati nello studio TEMPLE – nausea, costipazione, affaticamento – sono stati generalmente lievi e in linea con quanto già emerso nei precedenti trial clinici. Il profilo di sicurezza è stato valutato con regolari controlli clinici e test di laboratorio, e non sono emerse nuove criticità. Tuttavia, sono state segnalate possibili reazioni allergiche, aumento della pressione arteriosa e peggioramento del fenomeno di Raynaud in rari casi.

Il farmaco è già approvato in oltre 60 paesi, incluso l’intero territorio dell’Unione Europea e gli Stati Uniti. I risultati completi dello studio TEMPLE saranno presentati in occasione di un prossimo congresso medico internazionale.

Conclusioni: una nuova era per la prevenzione

Il confronto diretto con topiramato – da anni uno dei farmaci più prescritti per la prevenzione dell’emicrania – rende il risultato dello studio TEMPLE particolarmente rilevante: non si tratta solo di un nuovo farmaco efficace, ma di un’opzione terapeutica con un migliore profilo di tollerabilità, che risponde a un’esigenza concreta e non ancora pienamente soddisfatta.

“In un panorama in cui l’emicrania resta sottodiagnosticata e sottotrattata, e in cui il fallimento terapeutico rappresenta la norma per molti pazienti, l’introduzione di un trattamento efficace, ben tollerato e di semplice assunzione può cambiare le regole del gioco”, conclude Thakkar. “È una promessa concreta di una vita con meno dolore, più prevedibilità e maggiore controllo.”

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