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Linfomi aggressivi, Aifa apre alla rimborsabilità della terapia cellulare anticipata con Liso‑cel

Semaforo verde dell’Agenzia relativamente all’impiego di lisocabtagene maraleucel nelle linee precoci di trattamento. Dati solidi e risposte durature con le CAR‑T


La storia dei tumori del sangue e del sistema linfatico sta vivendo una fase di trasformazione profonda, guidata da terapie mirate e personalizzate. Negli ultimi anni, l’arrivo delle CAR‑T ha rappresentato una delle innovazioni più sorprendenti: cellule del sistema immunitario prelevate dal paziente, riprogrammate e reinfuse per riconoscere e distruggere il tumore. Un approccio che ha aperto prospettive soprattutto per chi, dopo la prima linea di trattamento senza successo, vedeva limitate prospettive di cura. La novità di ieri è venuta dall’annuncio che l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di lisocabtagene maraleucel, conosciuto come liso‑cel, per i pazienti adulti con forme aggressive di linfoma che non rispondono alla terapia iniziale o che ricadono entro un anno dal trattamento. Una decisione che anticipa l’accesso a una terapia avanzata già disponibile in Italia dal 2024 per chi aveva fallito almeno due linee di cura.

Il via libera arriva sulla base dei risultati dello studio TRANSFORM, che ha coinvolto 184 persone con linfoma diffuso a grandi cellule B. In Italia, ogni anno, si registrano circa 15.500 nuovi casi di linfoma. “I linfomi non Hodgkin sono i più frequenti – spiega Paolo Corradini, Professore di Ematologia all’Università di Milano e Direttore della Divisione di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori –. Sono un gruppo molto eterogeneo di tumori del sistema immunitario, che possono avere un andamento lento o molto aggressivo. Il rischio aumenta con l’esposizione a radiazioni, sostanze chimiche come i pesticidi e in condizioni di immunodepressione”. Negli ultimi anni, il panorama terapeutico è cambiato in modo significativo. “I linfomi sono patologie curabili – continua Corradini – e in molti casi guariscono. Le CAR‑T sono terapie ‘chemio‑free’, non richiedono l’associazione con la chemioterapia e offrono vantaggi importanti. Nei pazienti refrattari alla chemio possono portare alla guarigione quando le cure tradizionali non funzionano”. Circa il 70% dei pazienti con forme aggressive può cavarsela.

L’estensione della rimborsabilità permette ora di utilizzare liso‑cel già dopo la prima ricaduta. “Nello studio TRANSFORM – sottolinea Corradini – il tasso di risposta obiettiva ha raggiunto l’87% rispetto al 49% della terapia standard. E la risposta completa, fondamentale per puntare alla guarigione, è stata del 74% contro il 43%. Questo si traduce in un miglioramento concreto della sopravvivenza”. L’approvazione riguarda anche altre forme aggressive: i linfomi a cellule B ad alto grado, il linfoma primitivo del mediastino – che colpisce spesso giovani adulti – e il linfoma follicolare di grado 3B. La terapia CAR‑T, ricorda Corradini, “consiste nella modifica genetica dei linfociti T del paziente, che una volta reinfusi eliminano le cellule tumorali. Liso‑cel ha dimostrato di essere efficace, di breve durata perché basta una singola infusione, e in grado di garantire una buona qualità di vita”. Le evidenze dello studio TRANSFORM trovano conferma anche nella pratica clinica quotidiana. “Uno studio ha confrontato liso‑cel con altre CAR‑T. L’efficacia è risultata simile, e la tollerabilità migliora. Questo può ridurre gli inconvenienti, con un impatto positivo sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”.

Accanto all’innovazione terapeutica, resta centrale il sostegno ai pazienti. “I progressi degli ultimi anni hanno cambiato il percorso di cura – afferma Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL –. Ma è fondamentale che i pazienti non si sentano soli. I loro bisogni riguardano anche il supporto psicologico, l’accesso a informazioni corrette, l’orientamento nei percorsi di cura. AIL risponde a queste esigenze con una rete di oltre 17.000 volontari e con le Case alloggio, che permettono alle famiglie di affrontare le cure vicino ai Centri Ematologici”.

Soddisfazione arriva anche da Bristol Myers Squibb. “Siamo orgogliosi dell’estensione della rimborsabilità, nel senso che AIFA – scrive Alessandro Bigagli, Senior Medical Head BMS – ha riconosciuto a liso‑cel lo status di farmaco innovativo, sulla base di un vantaggio clinico alla luce delle evidenze. Questo garantisce accesso immediato e inserimento automatico nei prontuari regionali”. Lo sguardo è già rivolto al futuro. “Stiamo sviluppando la seconda generazione di CAR‑T autologhe, prodotte direttamente nel paziente senza passare dal laboratorio. E sono in corso – conclude Bigagli –studi sulle CAR‑T allogeniche, ottenute da donatori sani o da cellule staminali pluripotenti. Innovazioni che permetteranno di accelerare i tempi, migliorare efficacia e tollerabilità e offrire nuove opportunità a un numero crescente di pazienti”. L’approvazione di AIFA segna dunque un passaggio decisivo: un ampliamento dell’accesso a una terapia che, dati alla mano, può cambiare la storia naturale dei linfomi più aggressivi. Un passo avanti che unisce scienza, cura e qualità della vita.

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