Aifa in Giappone, problemi simili: cronicità, vecchiaia e calo delle nascite

L’Agenzia Italiana del Farmaco in missione a Tokyo. Longevità, innovazione regolatoria e sostenibilità: un dialogo tra il sistema sanitario italiano e quello nipponico con tante analogie da affrontare in una ottica sinergica

In un mondo in cui l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e il calo della natalità ridisegnano gli equilibri dei sistemi sanitari, la cooperazione internazionale diventa un tassello imprescindibile per garantire cure efficaci e sostenibili. Le agenzie regolatorie, chiamate a valutare farmaci sempre più complessi e tecnologie emergenti, si trovano oggi al centro di una trasformazione che richiede scambio di competenze, confronto sui modelli organizzativi e una visione comune sulle priorità della salute pubblica. In questo scenario, il dialogo tra Paesi che condividono un sistema sanitario universalistico e sfide demografiche simili assume un valore strategico, aprendo la strada a collaborazioni capaci di incidere concretamente sulla qualità dell’assistenza.

Per la prima volta nella sua storia, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha compiuto una missione istituzionale in Giappone. La delegazione, guidata dal Presidente Robert Nisticò e composta dal consigliere del CdA Emanuele Monti e da Armando Magrelli dell’Ufficio relazioni internazionali, ha preso parte a una serie di incontri ad alto livello, con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo. Due riunioni bilaterali hanno rappresentato il cuore della visita: la prima con i vertici del Ministero della Salute giapponese, dedicata a un confronto sulle politiche sanitarie nazionali in un Paese che ha fatto della longevità un pilastro del proprio welfare; la seconda con la Direzione Generale della Pharmaceuticals and Medical Devices Agency (PMDA), guidata dal Presidente Yasuhiro Fujiwara, per un dialogo strategico sui modelli regolatori e sulle opportunità di collaborazione futura.

«Nel corso degli incontri bilaterali ho avuto modo di confrontarmi con i vertici delle istituzioni sanitarie del Giappone, avviando un dialogo costruttivo su temi cruciali, come la ricerca e l’innovazione, la longevità e la gestione delle cronicità, la politerapia nei pazienti anziani, l’uso dell’IA in ambito regolatorio e la sostenibilità dei sistemi sanitari», ha dichiarato il Presidente di AIFA Robert Nisticò. «Si tratta di ambiti nei quali Italia e Giappone, accomunate da un sistema sanitario universalistico, condividono sfide comuni e rispetto ai quali è fondamentale rafforzare il confronto e lo scambio di esperienze. In un contesto globale sempre più complesso, la cooperazione tra istituzioni rappresenta un elemento chiave per garantire l’accesso a cure sicure, efficaci e innovative».

Il Giappone, che da anni affronta una delle più rapide transizioni demografiche al mondo, rappresenta un osservatorio privilegiato per comprendere come gestire l’aumento della popolazione anziana e i costi correlati alle cronicità. Un tema richiamato anche dal rappresentante del Ministero dell’Economia in AIFA, Emanuele Monti, che ha sottolineato: «Il Giappone ha adottato politiche innovative per fare fronte all’invecchiamento della popolazione e i conseguenti maggiori costi che hanno permesso di contenere la spesa farmaceutica pur garantendo l’accesso rapido all’innovazione, rappresentando un modello da approfondire nell’ambito di cooperazione tra i nostri due Paesi».

La missione ha l’obiettivo di rafforzare il dialogo istituzionale e promuovere la condivisione di buone pratiche, con un’attenzione particolare all’innovazione regolatoria, alla gestione della politerapia negli anziani e all’uso dell’intelligenza artificiale nei processi valutativi. Temi che, in entrambi i Paesi, assumono un peso crescente in un contesto di risorse limitate e bisogni sanitari in aumento. Abbiamo deciso di segnalare questo viaggio dei dirigenti AIFA, che apre la strada a future collaborazioni con uno dei sistemi sanitari più avanzati al mondo. Un passo che guarda al futuro, con l’obiettivo di costruire risposte condivise a sfide globali che nessun Paese può affrontare da solo.

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