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Osservatorio Innovazione di Motore Sanità presenta le proposte per i primi 100 giorni della nuova legislatura

Oncologia, ambiente, tumori rari e personale infermieristico tra i temi dibattuti per riformare la sanità pubblica.

Crisi economica e pandemia hanno messo alle strette il Servizio Sanitario Nazionale e ora non c’è più tempo da perdere. Partendo proprio da qui, dall’esigenza di riformare la sanità, l’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità ha presentato il 16 novembre 2022 le proposte per i primi 100 giorni della nuova legislatura, costruendo un ponte di idee tra il Governo passato e presente. Oncologia, ambiente, tumori rari e personale infermieristico tra i temi dibattuti per riformare la sanità pubblica.

 “L’iniziativa dell’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità è quanto mai opportuna in questi momenti di grande cambiamento, che riguardano il mondo della sanità e l’inizio degli impegni della nuova legislatura: obiettivo mettere in evidenza le proposte che il lavoro di professionisti, esperti, rappresentanti dei pazienti, del mondo della ricerca, dell’industria, della scienza e dei decisori politici hanno formulato nel corso degli approfondimenti organizzati da Motore Sanità”, precisa Walter Locatelli, Presidente “Io Raro”. “In quest’ottica è risultato centrale il ruolo dei professionisti della sanità, perché nessuna proposta o ipotesi di lavoro può essere concretamente perseguita senza un apporto e un’attiva partecipazione di chi concretamente opera a favore della salute e del benessere di tutti i cittadini”.

Tre i tavoli di lavoro dell’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità: oncologia e farmaci innovativi, malattie croniche e cure territoriali, malattie rare. Dieci i punti discussi:

  1. Evitare il sottofinanziamento del SSNNel 2025 il fabbisogno del SSN sarà di ben 200 miliardi di €. Una cifra “enorme”, che si potrà recuperare solo con l’incremento della quota di spesa privata intermediata da fondi integrativi, un piano di disinvestimento dagli sprechi e un’adeguata ripresa del finanziamento pubblico.
  2. Programmare adeguatamente il fabbisogno futuro degli operatori sanitari – Eliminare il tetto -1,4% del budget 2014 per il personale sanitario. Fare una programmazione regionale in rapporto alle carenze mediche e infermieristiche e altri operatori sanitari. Motivare e pagare meglio gli operatori sanitari. Attuare nuovi modelli organizzativi che valorizzino capacità e nuove competenze infemieristiche e nuovi modelli organizzativi con l’evoluzione della tecnologia e sanità digitale (innovazione tecnologica organizzativa, etc..).
  3. Revisione della governance sul rapporto di convenzione coi medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta – Formare la medicina generale con il coinvolgimento delle Università,istituendo una vera e propria specialità in medicina generale.
  4. Assicurare l’accesso all’innovazione economica e omogeneamente in tutte le regioni – Ridurre la burocrazia e le prassi valutative di duplicazione a livello regionale (es°: Eliminare prontuari terapeutici regionali e commissioni di valutazione regionale per un accesso immediato al farmaco innovativo). Riorganizzare AIFA per allargarne le competenze e velocizzare l’accesso all’innovazione.
  5. Integrare le farmacie dei servizi all’interno dei piani regionali come attori chiave del sistema – Autorizzare la libera professione degli infermieri del SSN perché possano svolgere anche attività nelle farmacie di servizio. Incentivare il ruolo della farmacia dei servizi nel monitoraggio dell’aderenza e dell’appropriatezza soprattutto nella gestione della cronicità.
  6. Ridurre i tempi di attesa – Studiare nuovi modelli per l’acceso (open access, terzo ospedale per gli interventi chirurgici minori, nuovi modelli vaccinali, etc.).
  7. Studiare nuovi modelli organizzativi al di là delle indispensabili necessità di personale e fondi – Rivedere e valutare: carenze, modelli, programmi, innovazione organizzativa.
  8. Maggior attenzione verso le istituzioni sanitarie no profit e/o le cattoliche – Sono l’8,5% delle strutture di ricovero accreditate e rappresentano il 23% dei posti letto totali. 78.000 professionisti che vi lavorano. Per le Strutture cattoliche in profonda crisi economica il Papa ha istituito nel 2021 la Fondazione per la Sanità Cattolica. Necessaria una soluzione che le equipari alle strutture pubbliche con un accordo equilibrato.
  9. Applicare il Piano Nazionale Prevenzione con azioni anche verso le malattie correlate all’ambiente.  
  10. Pubblicare l’ultimo decreto attuativo della legge Gelli-Bianco e depenalizzare l’atto medico – Sburocratizzare e snellire: ogni anno in Italia 35.600 nuove azioni legali e ne giacciono 300.000 nei tribunali contro medici e strutture sanitarie (95% nel penale ed 70% nel civile si conclude con il proscioglimento).
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