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Tre proposte per migliorare la sanità


di Silvio Garattini
Presidente e Fondatore Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS

Con una cifra di circa 200 milioni di euro all’anno si potrebbero avere molti risultati che migliore­rebbero le prescrizioni nonché i costi dei farmaci. Ecco a voi tre proposte per migliorare la sanità in Italia.

La presente pandemia ha messo in evidenza alcune gravi lacune presenti nella sanità italiana per salvaguardare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), un bene inestimabile per i cittadini italiani.
Le cose da fare sono molte e rese evidenti in molte sedi e da molti Autori. Riguardano l’organizzazione, i limiti della strutturazione regionale, le difficoltà della medicina territoriale, l’eccessiva prevalenza di strutture ospedaliere private e anche pubbliche.
Cercherò invece di evidenziare tre riforme che sono raramente discusse presentando tra proposte per migliorare la sanità.

1.

La ricerca con particolare riferimento ai farmaci è sostanzialmente realizzata dall’industria farmaceutica che evidentemente tende a massimizzare i benefici e ad attendere nel tempo la presenza degli effetti secondari dei suoi prodotti. Gli ospedali o le università che partecipano agli studi clinici controllati sono sostanzialmente dei procacciatori di pazienti, poiché raramente partecipano alla preparazione del protocollo e alla valutazione dei risultati avendo solo il vantaggio economico da riversare nell’esiguo fondo destinato a finanziare la ricerca. Questa situazione determina importanti conseguenze negative per il SSN che deve accettare farmaci scarsamente innovativi e costi eccessivi.

Sarebbe invece necessario disporre di un fondo per sostenere la ricerca indipendente con la finalità di raccogliere dati di scarso interesse per l’industria, come ad esempio le differenze fra maschio e femmina, le dosi e i tempi ottimali di trattamento per i bambini e gli anziani, ma soprattutto studi comparativi che permettano di valutare se in varie classi di farmaci – per le stesse indicazioni terapeutiche – vi siano farmaci con minore attività o con maggiore tossicità che andrebbero tolti dalla rimborsabilità con grandi risparmi.
Ciò è tanto più importante considerando che l’autorizzazione europea per i farmaci richiede solo le caratteristiche di “qualità, efficacia e sicurezza “ senza verificare se siano meglio o peggio di quanto già disponibile.
Con una cifra di circa 200 milioni di euro all’anno si potrebbero avere molti risultati che migliorerebbero le prescrizioni nonché i costi dei farmaci.

2.

La formazione è un altro elemento essenziale a tutti i livelli e per tutti gli operatori del SSN. A partire dalla formazione universitaria, è importante eliminare la vecchia cultura che tiene in considerazione solo i pur importantissimi rapporti fra paziente e medico. Oggi si impone che questo rapporto sia visto in funzione della presenza del SSN. Tutto ciò che si fa di inutile o di non confacente alle conoscenze scientifiche si ripercuote sul SSN. Chi dirige il SSN non può provenire da nomine politiche o da dirigenti che hanno esperienza solo in attività private.

Perché non si realizza una Scuola Superiore di Sanità? Una maggiore uniformità di conoscenze da parte dei dirigenti annullerebbe molte differenze organizzative. Una maggior cultura basata sulla necessità di privilegiare la prevenzione delle malattie avrebbe grandi conseguenze sulla salute e sulla qualità dell’invecchiamento.

3.

L’informazione è un altro elemento importante scarsamente realizzato dal SSN, a partire da quella destinata agli operatori sanitari e, in particolare, ai medici. Oggi i medici sono informati dagli informatori farmaceutici che ovviamente hanno un conflitto di interesse. I contatti personali sono sospetti, mentre agli informatori potrebbero essere richiesti di fare seminari pubblici. Manca completamente un’informazione indipendente che permetta ai medici di essere aggiornati in modo continuo attraverso le novità della ricerca scientifica che spesso sono in contrasto con gli interessi industriali. Non dovrebbe essere difficile richiedere a istituzioni indipendenti di organizzare l’informazione indipendente.

Queste proposte sono facilmente realizzabili e richiedono bassi costi rispetto ai grandi vantaggi. Per realizzarle è necessaria la cosiddetta volontà politica che si spera sia consapevole anche dell’importanza di un’azione rapida.

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