Gli studi confermano che muoversi a piedi, invece di prendere l’ascensore, è un esercizio salutare: rafforza l’equilibrio e potenzia alcune funzioni cognitive, con benefici sorprendenti anche per gli anziani
Nella routine quotidiana, per chi svolge lavoro d’ufficio, le opportunità di movimento sono spesso limitate. In un’epoca in cui la sedentarietà rappresenta una delle cause di sovrappeso, anche i gesti più semplici possono trasformarsi in strumenti efficaci di prevenzione. Le scale, presenti in quasi ogni edificio, offrono un’occasione immediata, gratuita e accessibile per attivare l’apparato locomotore, e migliorare la forma fisica. La ricerca sta progressivamente dimostrando che questa abitudine apparentemente banale può produrre effetti significativi non solo sul sistema cardiovascolare e osteo-articolare, ma anche sulle capacità cognitive.
Salire le scale è un esercizio che migliora l’equilibrio e riduce il rischio di cadute, un beneficio particolarmente rilevante per le persone anziane. Numerosi studi confermano che questo movimento contribuisce a rafforzare i parametri cardiorespiratori, diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari. «È un esercizio che quasi tutti possono svolgere quotidianamente», osserva Alexis Marcotte-Chenard, ricercatore e docente presso l’Università della British Columbia a Kelowna, in Canada. Il suo lavoro si concentra sull’esercizio fisico e sull’alimentazione come strumenti per ridurre il rischio di patologie cardiovascolari.
Diversi studi suggeriscono che salire più di cinque rampe di scale al giorno – circa 50 gradini – sia associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari e coronariche (ASCVD). Marcotte-Chenard ha approfondito il concetto di “exercise snacks”, brevi periodi di attività intensa della durata di un minuto o meno. Salire le scale rientra perfettamente in questa categoria: è modulabile in base alla velocità, non richiede attrezzature e non comporta costi. «Salire le scale aumenta la frequenza cardiaca e il consumo di ossigeno più di quanto accada se si cammina velocemente, semplicemente perché è più difficile contrastare la gravità», spiega il ricercatore. «E poi, se si parla di muscoli, viene sollecitata principalmente la parte inferiore del corpo: sappiamo che la forza della parte inferiore del corpo è un buon indicatore di salute generale e longevità».
Il movimento coinvolge non solo i muscoli delle gambe, ma anche gli addominali, che stabilizzano il corpo durante i movimenti. Anche la discesa rappresenta un esercizio, seppur con caratteristiche diverse. I quadricipiti si contraggono in due modi: nella salita si accorciano (contrazione concentrica), nella discesa si allungano (contrazione eccentrica). Le contrazioni concentriche richiedono più ossigeno e bruciano più calorie, mentre quelle eccentriche, ripetute nel tempo, favoriscono una crescita muscolare più marcata.
La vera sorpresa arriva dal versante cognitivo. Andreas Stenling, professore associato di psicologia all’Università di Umea in Svezia, studia da anni le relazioni tra attività fisica e salute mentale. «Inibizione e commutazione sono state le due principali funzioni cognitive su cui ci siamo concentrati», spiega. La commutazione cognitiva – o flessibilità mentale – riguarda la capacità di passare rapidamente da un compito all’altro; l’inibizione permette di filtrare le informazioni irrilevanti. Si tratta di funzioni cruciali per l’apprendimento, il pensiero astratto e la concentrazione. Il team di Umea ha concluso che un esercizio semplice come salire le scale migliora in modo significativo la capacità di switching, facilitando il passaggio fluido tra compiti cognitivi.
A completare il quadro interviene uno studio della Yamaguchi University Graduate School of Medicine, in Giappone. I ricercatori hanno osservato che le persone che salivano due rampe di scale mostravano una maggiore concentrazione nella risoluzione dei problemi rispetto a chi prendeva l’ascensore. Curiosamente, salire cinque o otto rampe non produceva ulteriori miglioramenti: il numero di gradini, sul piano cognitivo, non sembra determinante. La Bbc cita inoltre un secondo studio dello stesso gruppo, secondo cui scendere le scale stimolerebbe il pensiero creativo, generando il 61% di idee originali in più rispetto a chi utilizzava l’ascensore. Gli esperti riconoscono che mancano ancora prove definitive per stabilire un rapporto diretto del tipo causa-effetto. Stenling ipotizza che i benefici cognitivi possano essere collegati soprattutto al sistema cardiovascolare e all’aumento del flusso sanguigno cerebrale. Tuttavia, la convergenza di risultati provenienti da diversi Paesi suggerisce che anche un’attività minima, ripetuta nella quotidianità, possa avere un impatto significativo sul cervello.




