Contenuti esclusivi

Industria farmaceutica, tensioni per la Direttiva Ue sulle acque reflue

Farmindustria ed Egualia chiedono al Governo di sospendere l’applicazione...

Intelligenza artificiale, progressi in medicina e chirurgia. Unimore apre il confronto

A Modena si delinea lo stato dell'arte dell'IA applicata...

Il nuovo CCNL del Comparto Sanità tra work-life balance, age management e prestazioni aggiuntive

Di Anna Albè* Il 27 ottobre scorso è stato sottoscritto...

Salute mentale e cervello: come cambia la percezione del disagio in Italia

Dal Rapporto Censis Lundbeck emerge il valore del benessere psicologico e l’esigenza di fare prevenzione, riducendo le distanze tra neurologia e psichiatria

La salute mentale e il cervello come organo da monitorare nel tempo, alla stessa stregua del cuore e degli apparati che sono costantemente al centro degli screening, sono diventate negli ultimi anni temi centrali nel dibattito pubblico, complice l’impatto della pandemia, l’aumento del disagio psicologico e una crescente attenzione collettiva verso il benessere emotivo. In un contesto sociale in rapido cambiamento, la percezione che gli italiani hanno di queste dimensioni della salute rivela un intreccio complesso di conoscenze, paure, aspettative e persistenti stereotipi. Comprendere come la popolazione interpreta la relazione tra mente e cervello, quali malattie teme di più e quali fonti informative utilizza è fondamentale per orientare politiche efficaci e interventi di prevenzione realmente vicini ai bisogni delle persone.

Gli italiani fanno fatica a destreggiarsi tra le diverse espressioni legate alla salute mentale e alla salute del cervello. Secondo l’indagine «Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani», realizzata dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia su un campione rappresentativo di mille adulti, il 62,8% degli italiani ritiene che salute mentale e salute del cervello siano cose diverse non sovrapponibili. Una distinzione fin troppo netta che porta a separare le malattie neurologiche e del neurosviluppo – percepite come “malattie del cervello” – dai disturbi psichiatrici, considerati invece problemi di “salute mentale”.

Tra le patologie associate al cervello emergono soprattutto i tumori cerebrali (42,8%) e le demenze (40,7%), mentre sul fronte della salute mentale prevalgono depressione (52,0%) e forme di paranoia e manie (34,5%). Una visione che riflette una scarsa consapevolezza dell’interdipendenza tra le due dimensioni e delle sovrapposizioni tra disturbi neurologici, psichiatrici e del neurosviluppo, tutti accomunati dal ruolo centrale della salute del cervello. Le malattie più temute confermano questo quadro: Alzheimer e demenze (49,5%), tumori del cervello (32,7%) e depressione (24,1%). Nonostante ciò, gli italiani si percepiscono informati, anche se con un’incertezza maggiore sulla salute del cervello (52,2% molto o abbastanza informati) rispetto alla salute mentale (62,7%).

Le fonti informative risultano eterogenee: il 30% si affida solo a fonti non professionali, il 24,1% esclusivamente a professionisti sanitari, mentre il 45,9% utilizza entrambe le tipologie. Un dato che evidenzia la necessità di rafforzare la comunicazione scientifica e la qualità delle informazioni diffuse al grande pubblico.

Dal rapporto Censis Lundbeck si ricava un aumento significativo del disagio tra i giovani. I dati Istat mostrano che nel 2023 quasi metà della popolazione (49,3%) riferisce qualche forma di disagio psicologico, ma la crescita più marcata riguarda adolescenti e giovani adulti: il disagio grave passa dal 13,1% al 16,0% tra gli adolescenti e dal 17,5% al 19,5% nella fascia 18-34 anni.

In parallelo, la salute mentale assume un ruolo sempre più centrale nella definizione stessa di salute: per il 31,3% degli italiani coincide con l’equilibrio psicofisico e il benessere mentale, percentuale che sale al 44% tra i giovani. Quasi uno su due (46,7%) ritiene che il benessere fisico dipenda da quello psicologico, mentre il 45,8% li considera aspetti equivalenti. Solo il 7,5% attribuisce alla salute mentale un ruolo secondario. Il 90,3% degli italiani ritiene possibile e necessario intervenire precocemente per evitare l’aggravarsi dei disturbi mentali e neurologici. La prevenzione è percepita come un’azione multidimensionale, che deve coinvolgere scuola, lavoro, comunità e servizi sanitari. Tra gli interventi ritenuti più efficaci emergono: promozione del benessere psicologico nelle scuole (48,6%); sostegno nei luoghi della quotidianità, compresi quelli di lavoro (46,8%); screening precoci sulla popolazione (44,0%); potenziamento dei servizi dedicati alla salute mentale e del cervello (43,2%). Netto il giudizio sul Servizio Sanitario Nazionale: circa il 40% ritiene insufficiente la prevenzione per tutte le malattie del cervello, mentre oltre la metà valuta poco o per nulla efficace la risposta del SSN ai disturbi neurologici (56,9%), del neurosviluppo (58,2%) e psichiatrici (65,6%).

Lo stigma rimane un ostacolo significativo: il 67,9% degli italiani ritiene che sulle malattie psichiatriche pesino ancora vergogna e discriminazione. I disturbi neurologici sono percepiti come meno stigmatizzati (44,9%), ma l’immagine delle persone con problemi di salute mentale resta segnata da isolamento e difficoltà sociali (lo pensa il 59%). Allo stesso tempo, cresce la sensibilità individuale: il 29,4% pensa ogni giorno o spesso alla propria salute mentale, percentuale che sale al 41,9% tra i giovani e al 34,3% tra le donne. Per il 50,3% la salute mentale coincide con l’assenza di disagio psicologico, come ansia o depressione lieve. Il 74,1% degli italiani ha avuto esperienze dirette o indirette con problemi di salute mentale, ma l’accesso ai servizi resta problematico: il 42,4% ha incontrato difficoltà nel pubblico e il 59% ha dovuto rivolgersi al privato. Nonostante ciò, l’82% ricorrerebbe o è già ricorso a un professionista, segno di una crescente normalizzazione del percorso di cura.

Per la cronaca si precisa che il Rapporto è stato presentato a Roma da Roma da Ketty Vaccaro, Responsabile Ricerca biomedica e Salute Censis, e discusso tra gli altri da Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della Programmazione Ministero della Salute, Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione Ministero della Salute, Tiziana Mele, Amministratore Delegato Lundbeck Italia, Ugo Cappellacci, Presidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati, Beatrice Lorenzin, Commissione Bilancio Senato della Repubblica e Co-Presidente Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer, Ilenia Malavasi, Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati, Alessandro Padovani, Direttore Clinica Neurologica Università degli Studi di Brescia e Past President della Società italiana di Neurologia (Sin), Annarita Patriarca, Promotrice Intergruppo parlamentare «One brain» e Co-Presidente Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer, Alberto Siracusano, Professore Emerito di Psichiatria Università Tor Vergata e Coordinatore Tavolo Tecnico per la Salute Mentale Ministero della Salute, Monica Di Luca, Docente di Farmacologia e Prorettrice alla Ricerca dell’Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Italiana di Neuroscienze (Sins) e Raffaella Cesaroni, Giornalista SkyTg24. Ne è scaturito un confronto che conferma la necessità di una strategia integrata, capace di unire politiche sanitarie, prevenzione sociale e cultura scientifica. Ketty Vaccaro ha osservato tra l’altro che: «…gli italiani appaiono largamente consapevoli della necessità di intervenire precocemente per promuovere il benessere mentale e per evitare che le forme lievi di disagio possano degenerare. I fattori che ritengono più importanti per promuovere la salute mentale e del cervello superano la tradizionale dicotomia ed appaiono trasversali». Tiziana Mele ha sottolineato da parte sua il valore culturale dell’indagine: «La scienza ci mostra come mente e cervello siano dimensioni inscindibili di un’unica salute: riconoscerlo significa favorire la prevenzione precoce, contrastare lo stigma e sostenere politiche sanitarie più efficaci e realmente centrate sulla persona lungo tutto l’arco della vita».

Il quadro che emerge dal Rapporto Censis–Lundbeck è quello di un Paese ancora segnato da pregiudizi e da una visione dicotomica tra mente e cervello, ma sempre più consapevole dell’importanza del benessere psicologico e della prevenzione. La nuova visione della salute punta a integrare mente e cervello. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa crescente sensibilità in politiche concrete, rafforzando i servizi, riducendo le disuguaglianze di accesso e promuovendo una cultura che riconosca la salute mentale e del cervello come parti inscindibili della salute globale della persona. Una sfida che riguarda istituzioni, professionisti, comunità e cittadini, chiamati a costruire insieme un nuovo paradigma di cura e di benessere.

Seguici!

Ultimi articoli

Industria farmaceutica, tensioni per la Direttiva Ue sulle acque reflue

Farmindustria ed Egualia chiedono al Governo di sospendere l’applicazione...

Intelligenza artificiale, progressi in medicina e chirurgia. Unimore apre il confronto

A Modena si delinea lo stato dell'arte dell'IA applicata...

Il nuovo CCNL del Comparto Sanità tra work-life balance, age management e prestazioni aggiuntive

Di Anna Albè* Il 27 ottobre scorso è stato sottoscritto...

Usa, il Congresso approva un aumento di bilancio del NIH per il 2026

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un aumento...

Newsletter

Registrati e ottieni le nostre rassegne stampa in esclusiva!

spot_img

Da non perdere

Industria farmaceutica, tensioni per la Direttiva Ue sulle acque reflue

Farmindustria ed Egualia chiedono al Governo di sospendere l’applicazione...

Intelligenza artificiale, progressi in medicina e chirurgia. Unimore apre il confronto

A Modena si delinea lo stato dell'arte dell'IA applicata...

Il nuovo CCNL del Comparto Sanità tra work-life balance, age management e prestazioni aggiuntive

Di Anna Albè* Il 27 ottobre scorso è stato sottoscritto...

Usa, il Congresso approva un aumento di bilancio del NIH per il 2026

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un aumento...

Il medico di famiglia: “Il dolore cronico si combatte con corretta informazione e uso appropriato dei farmaci”

La medicina generale svolge un ruolo essenziale nella gestione...
spot_imgspot_img

Industria farmaceutica, tensioni per la Direttiva Ue sulle acque reflue

Farmindustria ed Egualia chiedono al Governo di sospendere l’applicazione della norma e riconsiderare la valutazione d’impatto: "Tassa da dieci miliardi l'anno, costi insostenibili, investimenti...

Intelligenza artificiale, progressi in medicina e chirurgia. Unimore apre il confronto

A Modena si delinea lo stato dell'arte dell'IA applicata alle scienze della vita. Prime applicazioni pratiche in odontoiatria, urologia e radiologia L’intelligenza artificiale sta attraversando...

Il nuovo CCNL del Comparto Sanità tra work-life balance, age management e prestazioni aggiuntive

Di Anna Albè* Il 27 ottobre scorso è stato sottoscritto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale del Comparto Sanità per il triennio...