Una nuova opzione innovativa per una malattia progressiva e gravemente invalidante. La molecola di MSD agisce sulle resistenze arteriose polmonari e sul rimodellamento cardiovascolare
L’Ipertensione Arteriosa Polmonare (IAP) rappresenta una delle sfide più complesse della cardiologia: una patologia subdola, che spesso si manifesta con sintomi sfumati che si confondono facilmente con altre condizioni respiratorie o cardiache. Negli ultimi anni, la ricerca ha compiuto passi significativi nel comprendere i meccanismi all’origine della malattia, aprendo la strada a terapie mirate. In Italia convivono con l’ipertensione arteriosa polmonare circa 3.500 persone, in prevalenza donne, spesso costrette ad affrontare un percorso diagnostico lungo e complesso. Quando la malattia viene identificata, il rimodellamento vascolare polmonare è già avanzato e il cuore destro è sottoposto a un sovraccarico, rendendo il trattamento particolarmente impegnativo. Partendo da queste premesse arriva oggi una notizia confortante: l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di sotatercept, in associazione ad altre terapie, per i pazienti adulti con IAP in classe funzionale II–III secondo l’OMS, già trattati per almeno sei mesi con triplice terapia. La decisione, approvata dal Consiglio di Amministrazione il 15 dicembre 2025, diventerà effettiva con la pubblicazione della determina in Gazzetta Ufficiale.
Sotatercept è un farmaco biologico first in class appartenente alla nuova categoria degli inibitori del segnale dell’attivina. Ha ottenuto dall’EMA la designazione PRIME e lo status di farmaco orfano, mentre AIFA gli ha riconosciuto l’innovatività per l’indicazione rimborsata. Si tratta della prima terapia capace di intervenire direttamente sui meccanismi biologici alla base della malattia, modificandone il decorso. Il via libera europeo, arrivato nell’agosto 2024, si è basato sui risultati dello studio di Fase III STELLAR, che ha mostrato un miglioramento del test del cammino in 6 minuti (6MWD) di 41 metri e una riduzione dell’84% del rischio di peggioramento clinico rispetto alla terapia standard.
Un meccanismo d’azione innovativo
“Sotatercept segna un cambio di paradigma nel trattamento dell’Ipertensione Arteriosa Polmonare” ha spiegato Nazzareno Galiè, professore ordinario dell’Alma Mater e direttore dell’U.O.C. di cardiologia del Policlinico S. Orsola di Bologna. “A differenza dei farmaci attualmente disponibili, che modulano le vie metaboliche coinvolte nel controllo della funzione endoteliale, questo nuovo farmaco interferisce direttamente con i processi di proliferazione cellulare alla base del rimodellamento vascolare ostruttivo”. La molecola agisce infatti sul disequilibrio tra segnali pro‑ e anti‑ proliferativi responsabili della progressione della malattia, allentando le resistenze arteriose polmonari e migliorando la capacità di esercizio. La somministrazione avviene per via sottocutanea ogni tre settimane e, dopo adeguata formazione, può essere gestita anche a domicilio dal paziente o dal caregiver.
Evidenze cliniche solide
Oltre allo studio STELLAR, ulteriori evidenze confermano la solidità del profilo di sotatercept. Lo studio ZENITH, condotto su pazienti adulti ad alto rischio, ha mostrato una riduzione del 76% dell’endpoint composito comprendente esito infausto, trapianto polmonare o ricovero per peggioramento della IAP rispetto alla terapia standard. Il trial è stato interrotto anticipatamente per evidente beneficio clinico, un evento raro e indicativo dell’impatto terapeutico del farmaco.
“I risultati degli studi clinici e l’esperienza degli ultimi mesi rafforzano la mia convinzione che sotatercept rappresenterà un cambiamento radicale nel trattamento dei pazienti con IAP” ha affermato Carmine Dario Vizza, professore ordinario di cardiologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Cardiovascolari dell’Università di Roma, La Sapienza. “I miglioramenti clinici ed emodinamici, uniti alla gestione semplice della terapia, ne fanno un’opzione estremamente promettente”.
Anche sul fronte della sicurezza emergono dati rassicuranti. “Dalla mia esperienza diretta posso dire che il profilo di sicurezza e la tollerabilità del farmaco sono molto elevate” ha dichiarato Michele D’Alto, responsabile del dipartimento di cardiologia dell’Ospedale dei Colli di Napoli. “Gli effetti collaterali più comuni sono lievi, autolimitanti e non impediscono la prosecuzione della terapia”.
L’ipertensione arteriosa polmonare limita profondamente la vita quotidiana delle persone che ne sono affette. Per questo, ogni miglioramento clinico si traduce in un beneficio tangibile. “I miglioramenti che avvengono nel polmone e nel cuore con sotatercept permettono ai pazienti di svolgere più facilmente e con maggiore autonomia le attività quotidiane” ha sottolineato Stefano Ghio, Presidente della Rete Italiana di Ipertensione Polmonare IPHNET. “Questo significa vivere meglio, ridurre il carico sui caregiver, evitare in alcuni casi il trapianto di polmone e, soprattutto, vivere più a lungo”.
Il ruolo dell’industria e l’impegno verso l’innovazione
“L’approvazione di AIFA rappresenta una straordinaria opportunità per la comunità scientifica e per le persone che convivono con questa patologia rara e invalidante” ha dichiarato Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia. L’Azienda aveva già reso disponibile sotatercept in uso compassionevole da maggio 2024 per i pazienti più gravi. “Ci riempie di orgoglio sapere che oggi in Italia è finalmente disponibile una nuova, concreta ed efficace opzione terapeutica. Il riconoscimento da parte di AIFA premia il nostro impegno verso un’innovazione di alto valore”.
L’accesso a sotatercept in regime di rimborsabilità segna un momento storico per la gestione dell’ipertensione arteriosa polmonare in Italia. Per i pazienti e le loro famiglie rappresenta una nuova speranza; per i clinici, uno strumento finalmente capace di incidere sui meccanismi profondi della malattia; per il sistema sanitario, un passo avanti verso una presa in carico più efficace e tempestiva. La sfida ora sarà garantire diagnosi sempre più precoci e percorsi terapeutici integrati, affinché il potenziale di questa innovazione possa tradursi in benefici concreti per tutte le persone che convivono con la IAP.




