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Terapia del dolore cronico: rivedere l’uso di oppiacei e Fans per evitare effetti collaterali negativi

Intervista a Carla Rolle, Direttore Assistenza Farmaceutica Territoriale, Città di Torino

L’artrosi del ginocchio, dell’anca e della spalla, insieme a condizioni come discopatie, stenosi midollari e fibromialgie, rappresentano una serie di patologie caratterizzate da dolore cronico che affligge circa 700mila persone solo in Piemonte. Questo dolore cronico ha un impatto significativo sia sulla vita relazionale, sia lavorativa degli individui. Dal punto di vista economico, il costo del dolore cronico nella regione si stima essere di 2,16 miliardi di euro, di cui 1,5 miliardi sono costi indiretti.

Questi dati sono stati al centro del convegno “Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione: fattori chiave nella gestione del dolore cronico – Regione Piemonte”, organizzato da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Angelini Pharma.

Carla Rolle, Direttore dell’Assistenza Farmaceutica Territoriale della Città di Torino, ha dichiarato: “È fondamentale fare il punto su tutti i farmaci prescrivibili a carico del Servizio Sanitario Nazionale per la terapia del dolore cronico non oncologico. Il mio intervento fornisce una panoramica su questi farmaci e sulle loro indicazioni per la prescrizione. Mi concentro in particolare sui FANS e sugli oppiacei, poiché c’è una tendenza preoccupante all’uso inappropriato degli oppiacei come prima scelta, mentre dovrebbero essere riservati come seconda scelta per il dolore cronico. Questo uso non corretto può portare a effetti collaterali negativi e influenzare la qualità della vita del paziente. La gestione del dolore cronico coinvolge non solo il servizio farmaceutico, che monitora le prescrizioni, ma anche i medici di medicina generale e le strutture aziendali specializzate nella terapia antalgica, che devono garantire una corretta presa in carico e gestione del paziente”.

Rolle ha poi continuato: “Il dolore cronico è definito come un dolore persistente che dura per più di tre mesi. Esistono diverse forme di dolore cronico, come la fibromialgia, le mialgie e il dolore neuropatico, ciascuna delle quali richiede terapie specifiche e correlate”.

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