Un messaggio forte, costruito in oltre quarant’anni di attività: la trombosi si può prevenire e curare, ma solo attraverso conoscenza, collaborazione e consapevolezza. È quanto ha ribadito Lidia Rota Vender, Presidente di ALT Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari, intervistata da Mondosanità durante l’evento “Per combattere la trombosi non rimaniamo in panchina”, promosso da Motore Sanità con il contributo non condizionante di Viatris, tenutosi a Roma lo scorso 1° aprile.
“È un messaggio di perseveranza e di condivisione”, sottolinea la presidente di Alt, Rota Vender, ricordando un impegno iniziato oltre quattro decenni fa per portare alla luce un tema spesso sottovalutato. La trombosi, spiega, è un coagulo di sangue che può formarsi in arterie o vene, provocando danni anche gravi, ma che oggi può essere prevenuto e trattato con grande attenzione.
Fondata nel 1986, ALT celebra quest’anno i suoi 40 anni di attività, sempre con lo stesso obiettivo: diffondere informazioni accessibili a tutti. Un aspetto cruciale, secondo la presidente, è proprio l’utilizzo di un linguaggio semplice e inclusivo, capace di raggiungere sia chi ha già avuto esperienza diretta con la malattia sia chi vuole prevenirla.

I numeri, del resto, sono significativi. Le malattie trombotiche colpiscono un numero di persone superiore rispetto ai tumori, ma in un caso su tre potrebbero essere evitate. Questo significherebbe salvare fino a 200 mila vite ogni anno in Italia. Un dato che evidenzia quanto la prevenzione rappresenti non solo un’opportunità sanitaria, ma anche sociale ed economica.
La trombosi può colpire chiunque, anche se il rischio aumenta in presenza di fattori predisponenti come diabete, arteriopatie o una storia familiare di eventi trombotici. Tuttavia, non risparmia neppure i più giovani, rendendo ancora più urgente una diffusione capillare della conoscenza.
Fondamentale è anche il lavoro di squadra tra gli specialisti. La coagulazione del sangue, meccanismo complesso alla base della trombosi, richiede competenze specifiche ma anche una forte integrazione tra diverse discipline mediche. Condividere conoscenze e collaborare è essenziale per migliorare diagnosi, trattamento e qualità della vita dei pazienti.
Guardando al futuro, Rota Vender ribadisce la necessità di continuare su questa strada con determinazione: nuove iniziative, maggiore coinvolgimento di medici, pazienti e media, e un impegno costante nella divulgazione. “Ognuno deve fare la sua parte”, afferma, sottolineando come investire nella prevenzione significhi ridurre i costi sanitari e, soprattutto, salvare vite.
Il messaggio finale è chiaro: la lotta alla trombosi non può fermarsi. Serve continuità, impegno e una rete sempre più ampia di collaborazione per trasformare la conoscenza in uno strumento concreto di prevenzione.




