Carcinoma endometriale e oncologia di genere: il ruolo della prevenzione

Un importante e recentissimo sviluppo della ricerca riguarda il carcinoma endometriale. La situazione in Piemonte

Oggi l’immunoterapia oncologica si è consolidata in molte tipologie di tumori come nuovo fondamentale approccio terapeutico in grado di portare speranze ai malati. Grazie infatti ai sorprendenti risultati ottenuti inizialmente in quelle forme refrattarie a tutte le terapie disponibili nel melanoma prima, nel polmone e nel rene successivamente, l’impegno nel continuare a far progredire la ricerca verso nuove indicazioni è oramai uno degli obiettivi comuni per tutti i ricercatori al mondo. Fra queste, un importante e recentissimo sviluppo della ricerca riguarda il carcinoma endometriale. Il carcinoma endometriale, che si forma nel rivestimento interno dell’utero, è tra i più frequenti tumori femminili (5/6% di tutti i tumori femminili e terza neoplasia più frequente nelle donne tra i 50/70 anni).

In Italia le stime indicano attualmente 122.600 donne che vivono dopo una diagnosi di carcinoma endometriale, e una mortalità stimata per il 2021 di 3.100 decessi. Tutto ciò, nonostante la sopravvivenza a 5 anni sia passata dal 77% nel 2017 al 79% nel 2020. Si è parlato di questo nel corso dell’evento IMMUNONCOLOGIA AL FEMMINILE – FOCUS ON CARCINOMA ENDOMETRIALE PIEMONTE, LIGURIA, VALLE D’AOSTA promosso da Motore Sanità.

A partecipare clinici, stakeholder, associazioni di pazienti e Istituzioni. Presenti, tra gli altri, Mario Airoldi, Direttore SC Oncologia Medica 2 AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Coordinatore Area Ospedaliera Rete Oncologica Piemonte, intervistato in esclusiva da Mondosanità.

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