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Obesità e malattie di cuore e polmoni? Fai attività fisica!

Gli studi portati all’attenzione dei partecipanti al X Congresso della European Initiative for Exercise in Medicine (EIEIM) di Padova hanno evidenziato che l’esercizio fisico aiuta ad affrontare patologie in aumento come l’obesità e anche malattie di cuore e polmone. L’invito degli esperti è dunque fare attività fisica con un approccio personalizzato.

L’attività fisica nel trattamento dei pazienti affetti da obesità o con malattie di cuore e polmoni è un altro tema portato all’attenzione durante il X Congresso della European Initiative for Exercise in Medicine (EIEIM) di Padova. Nei pazienti affetti da obesità l’allenamento ha molti benefici oltre alla perdita di peso, come la riduzione del rischio cardiometabolico e il miglioramento del comportamento alimentare. 

Il Professore di Nutrizione Jean-Michel Oppert, dell’Università Pierre et Marie Curie di Parigi, ha sottolineato come non sia sufficiente una raccomandazione di esercizio standardizzata: “Gli obiettivi specifici della prescrizione di esercizio fisico devono essere definiti per ogni paziente affetto da obesità con un approccio personalizzato” ha spiegato. 

Per quanto riguarda le barriere all’attività fisica regolare per i pazienti affetti da obesità, il Professor Jean-Michel Oppert spiega che esistono molte cause. “Sono cause fisiologiche, individuali e cause ambientali. Le cause fisiologiche correlano alla bassa capacità funzionale o a comorbidità e quindi per superarle dobbiamo considerare le comorbidità e fare una prescrizione di esercizio adattata con una progressione molto lenta. Riguardo alle barriere individuali, ad esempio le esperienze negative legate all’attività fisica, in questo caso dobbiamo stare molto attenti alla stigmatizzazione della patologia di obesità. Le barriere ambientali sono, infine, la mancanza di tempo, difficoltà di accedere alle strutture, quindi dobbiamo lavorare per attrezzare le strutture sportive e le palestre affinché possano accogliere anche questi pazienti”. 

Il ricercatore dell’Università di Padova, Daniel Neunhaeuserer, ha spiegato la possibile supplementazione di ossigeno per eludere la dispnea nella riabilitazione polmonare dei pazienti con patologie polmonari, nello specifico con broncopneumopatia cronica ostruttiva. 

L’esercizio terapia è sicuramente un trattamento molto efficace in questa popolazione. Il problema è che spesso i pazienti si devono fermare molto precocemente durante l’esercizio fisico per la mancanza di respiro che impedisce a volte un adattamento cardiovascolare, metabolico e muscolare all’esercizio fisico. Per questo motivo i medici cercano di trovare delle soluzioni per bypassare queste limitazioni ventilatorie, e una delle possibilità potrebbe essere la supplementazione con ossigeno durante l’esercizio fisico”. 

Il Professor Josep Niebauer, Direttore dell’Istituto di Medicina dello Sport, di prevenzione e riabilitazione dell’università di Salisburgo, ha concluso con l’analisi dei benefici specifici dell’allenamento aerobico e della forza, definendo come entrambi debbano essere “parte integrante della prevenzione e della riabilitazione cardiovascolare per tutta la vita”. “Penso che anche i medici – prosegue il Professor Niebauer – stiano comprendendo che l’esercizio fisico è parte della terapia. Nonostante si trovi nelle linee guida nella pratica clinica non è ancora diventato routine. Penso tuttavia che tutti abbiano finalmente capito che l’esercizio fisico fa parte della terapia come le linee guida già dicono da tempo e credo che entrerà presto nella routine clinica”.

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