Lotta allo scompenso cardiaco con le “statine del nuovo millennio” che riducono mortalità e ospedalizzazioni

Per il trattamento dello scompenso cardiaco, che colpisce nel mondo 64milioni di persone, le armi sono sempre più determinanti. I cardiologi le chiamano “statine del nuovo millennio” e sono in grado di ridurre la mortalità e le ospedalizzazioni causate proprio dallo scompenso cardiaco.

Sono 64milioni le persone con scompenso cardiaco nel mondo, la prima causa di ricovero in ospedale. Nel 2020 questa malattia ha causato 125mila ospedalizzazioni in Italia. 

Sempre nel nostro Paese, negli ultimi 5 anni è stato registrato un incremento dei ricoveri del 40%, e arriva a 2,5 miliardi di euro il totale della spesa sostenuta dal Servizio sanitario nazionale all’anno per pazienti affetti da scompenso cardiaco, l’85% di questa cifra si riferisce a spese di ricovero. Nel primo anno di follow-up un paziente scompensato determina un costo diretto annuale di 11.864 euro. 

Sulle nuove terapie, dette anche “statine del nuovo millennio”, gli specialisti sono concordi nell’affermare che hanno un ruolo decisivo. Le caratteristiche di questa nuova classe di farmaci per il trattamento dello scompenso cardiaco le spiega Alessandro Aiello, cardiologo referente dell’attività ambulatoriale presso la Cardiologia Clinica e Riabilitativa dello ospedale “S. Filippo Neri” di Roma e Consigliere regionale ANMCO-Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri Lazio. 

Lo specialista spiega che stiamo assistendo ad una rivoluzione copernicana perché finalmente abbiamo una classe di farmaci specifici per i pazienti con scompenso cardiaco – le Glifozine – che finalmente non tratta solo i sintoni ma interviene nella complessa fisiopatologia della malattia

“Le Glifozine – spiega Alessandro Aiello – sono in grado di ridurre la mortalità e le ospedalizzazioni in maniera consistente e, come effetto peculiare, riducono la progressione della malattia renale, comorbidità spesso associata allo scompenso cardiaco che ne limita in maniera importante il trattamento anche con altri presidi”.

Sempre secondo lo specialista, il dosaggio previsto per tali farmaci è quello target senza bisogno di titolazione, ciò rappresenta un indescrivibile vantaggio nell’aderenza e persistenza in terapia di pazienti con scompenso cardiaco spesso sottoposti a politrattamenti complessi. Gli effetti collaterali sono rari e di entità spesso lieve. 

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