Dolore cronico: necessità di maggiore accesso alle terapie, appropriatezza e coordinamento tra territorio, ospedali e istituzioni

Intervista ad Alessandro Sabatini, Esperto FIMMG Roma

Il dolore cronico lieve e moderato colpisce circa 13 milioni di persone in Italia, influenzando pesantemente la qualità della vita dei pazienti e causando disabilità, isolamento sociale e lavorativo, oltre a elevati costi economici, stimati in 36,4 miliardi di euro, di cui 25,2 miliardi in costi indiretti. Nel Lazio, basandosi sui numeri di prevalenza nazionale, i cittadini affetti sono circa 1,5 milioni. Una realtà preoccupante è data dal fatto che stime recenti indicano una forte inappropriatezza nelle cure farmacologiche e incertezza nei percorsi di cura. Questo quadro è emerso durante l’evento “Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione: fattori chiave nella gestione del dolore cronico – Regione Lazio” organizzato da Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Angelini Pharma.

Alessandro Sabatini, esperto FIMMG Roma, ha dichiarato: “Chiediamo una maggiore facilità di accesso alle terapie per il dolore, una migliore appropriatezza per le terapie e un maggiore coordinamento tra il territorio, l’ospedale e le istituzioni, in modo da poter dare una risposta univoca e efficace a questa problematica. Il dolore cronico riguarda una gran fetta della popolazione italiana, e anche della popolazione laziale. Parliamo di un 10-15% di persone che soffrono di questa patologia, che può derivare da molte altre condizioni, come fibromialgie, patologie tumorali, patologie croniche, autoimmunitarie, artrosi, artrite e patologie del sistema osteoarticolare. Questo tipo di dolore è invalidante, sottrae molte ore di lavoro ai cittadini e comporta una spesa sanitaria estremamente rilevante per la regione e per lo Stato. Una migliore appropriatezza delle terapie e una migliore integrazione tra i vari sistemi permetterebbero un miglior target terapeutico, quindi un trattamento più efficace per il paziente e un risparmio significativo per la regione. Noi, rappresentanti della medicina di famiglia e medici FIMMG, siamo qui per migliorare il dialogo già esistente, ma che vogliamo approfondire e rendere evidente alla popolazione, con le istituzioni, i colleghi specialisti e i farmacisti del servizio sanitario nazionale, in modo da avere una risposta unica ed efficace a questa problematica che interessa una grande parte della nostra popolazione”.

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