Tumore del rene, incidenza in calo ma mortalità in lieve aumento. Otto regioni su cure e innovazioni riunite a Napoli.
Oggi e domani a Villa Doria d’Angri specialisti da Campania, Calabria, Puglia, Lazio, Sicilia, Basilicata, Molise e Abbruzzo per fare il punto su diagnosi, chirurgia e nuove terapie.
Colpisce il doppio degli uomini rispetto alle donne, l’incidenza è in calo ma la mortalità registra un lieve aumento. Numeri che raccontano una sfida ancora aperta sul fronte del tumore del rene, una patologia complessa che richiede diagnosi tempestive, percorsi di cura mirati e un sempre maggiore lavoro di squadra tra specialisti.
Se ne discute oggi e domani nella cornice di Villa Doria d’Angri, a Napoli, al convegno “Tumori del rene. Tra percorsi e innovazioni”, promosso dall’Istituto dei tumori Pascale, che riunisce oncologi, urologi e clinici provenienti da otto regioni del Centro-Sud: Campania, Calabria, Puglia, Lazio, Sicilia, Basilicata, Molise e Abruzzo.
In Italia ogni anno si registrano circa 13.400 nuovi casi, con una netta prevalenza maschile (8.900 contro 4.500 nelle donne). Tra i principali fattori di rischio figurano fumo, obesità e ipertensione, rendendo la prevenzione una leva fondamentale della sanità pubblica.
“Il carcinoma renale è tra le patologie oncologiche più complesse dal punto di vista terapeutico, soprattutto nelle forme avanzate o metastatiche – spiega l’oncologa Marilena Di Napoli, organizzatrice scientifica del convegno insieme ai direttori di Struttura Complessa di Ginecologia e Urologia del Pascale, Sandro Pignata e Sisto Perdonà –. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero salto di qualità con nuove molecole, combinazioni farmacologiche e approcci chirurgici innovativi che hanno migliorato la prognosi, ma che rendono anche più articolata la scelta del percorso terapeutico più appropriato”.
Da qui l’urgenza di un approccio multidisciplinare, che metta attorno allo stesso tavolo oncologi, urologi, radiologi, anatomo-patologi e altri specialisti per costruire strategie personalizzate per ogni paziente. Il programma del convegno copre tutte le fasi della malattia: dalla diagnosi precoce alla gestione dei tumori localizzati, fino ai casi localmente avanzati e metastatici, con ampio spazio alla discussione condivisa dei casi clinici.
“Oggi serve un vero cambio di paradigma – sottolinea ancora Di Napoli –: non basta più una singola competenza, ma una rete di professionisti che lavori insieme per garantire il percorso più efficace e sostenibile per ciascun paziente”.
Particolare attenzione è riservata anche alla centralità della persona, con interventi di rappresentanti delle associazioni dei pazienti, come Laura Di Lauro co-fondatrice dell’associazione A.n.tu.re e Fabrizio Capuano per Favo, a testimonianza di un modello di cura sempre più orientato all’ascolto e alla qualità di vita.
“La sfida non è solo scientifica – sottolinea il direttore generale del Pascale, Maurizio di Mauro –. Il nostro impegno è costruire percorsi di cura integrati e omogenei sul territorio, capaci di garantire a tutti i pazienti le stesse opportunità di diagnosi e trattamento, indipendentemente dalla regione in cui vivono. Iniziative come questa servono a trasformare l’innovazione terapeutica in assistenza concreta.
Un confronto che, partendo da Napoli, punta a rafforzare la rete tra le Regioni e a rendere sempre più efficace la risposta al tumore del rene, dove ricerca, organizzazione e prevenzione devono viaggiare insieme”.




