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Distribuzione del farmaco: mettere in rete i farmacisti per venire incontro alle diverse esigenze

Il monito degli esperti: “È ora di cambiare marcia e di spingere sull’automazione dei processi, se vogliamo che il sistema sanitario sopravviva così come lo conosciamo oggi”. 

Pazienti sempre più fragili e penuria di medici di famiglia: il nuovo modello di distribuzione del farmaco deve considerare queste emergenze. È quanto emerso durante il terzo tavolo di lavoro dal titolo “INNOVAZIONE FARMACEUTICA CHE SPINGE ALL’INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA NUOVI MODELLI DI DISTRIBUZIONE DELLE TERAPIE. Triveneto”, organizzato da Motore Sanità a Padova che ha coinvolto gli attori della filiera nelle regioni del Nord-Est, benchmark in sanità.

Marta Raffaelli, Dirigente farmacista presso l’UOC HTA e Direttore dell’Esecuzione del Contratto DEC per gli approvvigionamenti di farmaci e dispositivi per la DPC, ha sottolineato la necessità di mettere in rete anche i farmacisti che si occupano dell’atto distributivo del farmaco, un atto che può migliorare e può acquisire un valore aggiunto di supporto al paziente e di controllo allo stesso sistema sanitario”. 


Nel nuovo modello dobbiamo tenere conto dei pazienti con più patologie e dei pazienti fragili che saranno sempre più numerosi data l’evoluzione demografica e le transizioni sociali, e saranno sempre di più le difficoltà dei medici di famiglia nel gestire tutto questo, perché c’è bisogno di più strumenti, più possibilità di tempo che in questo momento non ci sono” ha spiegato Bianca Fraccaro, Medico di medicina generale ULSS 6 Euganea. “Da questo tavolo emerge inoltre la necessità delle varie figure coinvolte di avere la possibilità reale di comunicare e di poter attingere tutti a un fascicolo sanitario adeguato che riporti le informazioni del paziente in modo tale che il suo stato di salute sia conosciuto non tanto per una violazione della privacy, quanto piuttosto perché sia possibile individuare, da parte di tutti, alcuni alert per il bene del cittadino”.  

E’ ora di cambiare marcia e di spingere sull’automazione dei processi se vogliamo che il sistema sanitario sopravviva così come lo conosciamo oggi e, soprattutto, di fronte al fatto che noi medici di medicina generale saremo sempre di meno nei prossimi anni” ha spiegato Roberto Adami, Presidente SNAMI – Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani di Trento “Per questo siamo tutti d’accordo che la prima cosa da fare è governare i dati, siano essi prescrizioni o interazioni farmaceutiche, avere quindi un sistema che raccolga la terapia del paziente, perché può aiutare a tutti i livelli, e per la distribuzione del farmaco per conto e per la distribuzione del farmaco in generale e, inoltre, potrebbe essere utile anche nel liberare dal lavoro di “segreteria” noi medici di medicina generale; di questo ne beneficerebbe soprattutto il paziente che avrebbe un trattamento più personalizzato”.  

L’ultimo tavolo di lavoro è previsto il 10 maggio, a Padova, ed è organizzato da Motore Sanità con il contributo incondizionato di SANOFI.

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