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Ddl delega sul servizio sanitario nazionale, il confronto entra nel vivo: istituzioni e stakeholder sul nuovo modello di sanità

Sanità e nuovi bisogni di salute: istituzioni e stakeholder a confronto sul DDL di riorganizzazione del SSN tra nuovi assetti ospedalieri e riordino delle cure sul territorio. Un’iniziativa promossa a Roma presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro dal Senatore Ignazio Zullo e organizzato da Motore Sanità, con l’obiettivo di contribuire al dibattito sulla riforma ascoltando le proposte e le riflessioni di tutti gli attori della Sanità pubblica italiana, di parlamentari e rappresentanti del mondo dell’università e della dirigenza medica sindacale.

Roma, 11 febbraio 2026 – Si è tenuto a Roma il convegno “Contributo al DDL di Riforma del Servizio Sanitario Nazionale tra Ospedale e Territorio“, su iniziativa del Senatore Ignazio Zullo e organizzato da Motore Sanità, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, con l’obiettivo di contribuire al dibattito sulla riforma ascoltando le proposte e le riflessioni di tutti gli attori della Sanità pubblica italiana, di parlamentari e rappresentanti del mondo dell’università e della dirigenza medica sindacale.Una vera e propria chiamata a raccolta dei soggetti coinvolti nel Servizio Sanitario Nazionale per fornire un contributo di idee e riflessioni sulla riforma, temi che saranno riproposti nel corso di tutto il 2026 da Motore Sanità nell’ambito dei vari grandi eventi organizzati sulla sanità italiana.

L’ultima legge di riforma del Servizio sanitario fu avviata nel 1992 ed è stata più volte oggetto di modifiche e integrazioni, ma oggi i bisogni di salute della popolazione sono profondamente cambiati. Fortemente sentita la necessità di rendere il sistema delle cure in Italia più efficiente e rispondente ai nuovi bisogni di una popolazione sempre più anziana e affetta da cronicità in un contesto di straordinarie accelerazioni tecnologiche da rendere sostenibili sul piano economico-finanziario individuando nuove soluzioni organizzative. Un’iniziativa insomma che mira a fornire un contributo al ridisegno del Governo della Salute nel nostro Paese, per suggerire idee e riflessioni e così contribuire ai lavori parlamentari.

Sotto la lente ci sono i temi della sostenibilità della riforma nella configurazione proposta con l’ingresso nella rete di ospedali privi di pronto soccorso e di terzo livello da integrare con i nuovi asset del territorio (Case e ospedali di Comunità) previsti dal Pnrr. Un tempo per approfondire il ruolo dei medici e delle professioni sanitarie che si vanno riconfigurando. Temi che saranno riproposti da Motore Sanità durante la Cernobbio School dal 18 al 20 febbraio a Cernobbio, la Winter School di Bari a aprile, l’Oncology School a maggio, la Summer School a settembre a Venezia e il focus su Prevenzione è Futuro. Appuntamenti in cui accompagnare, con un dibattito allargato agli addetti ai lavori e operatori della Sanità italiana, i lavori parlamentari sul Ddl di riforma.


“Il disegno di legge va implementato – ha spiegato Ignazio Zullo – e l’obiettivo di questo confronto è capire cosa ne pensano tutte le voci del sistema salute, perché il lavoro importante del parlamento è su questo disegno di legge in cui dobbiamo inserire gli indirizzi che il governo dovrà osservare nella stesura dei decreti legislativi. Siamo in un percorso virtuoso che rappresenta una grande occasione che non possiamo perdere e che dobbiamo affrontare con un approccio collaborativo e propositivo. Tale approccio è fondamentale per riformare e ristrutturare insieme il nostro SSN più aderente alle reali esigenze della popolazione”.

Il Senatore Zullo ha spiegato i principali nodi su cui intervenire: l’invecchiamento della popolazione, le malattie cronico-degenerative, quindi preservare l’autosufficienza, potenziare la prevenzione primaria, secondaria e la riabilitazione. Poi fari puntati sul potenziamento della medicina territoriale “per la presa in carico che deve guardare i bisogni sociali e sanitari”. Per quanto riguarda gli ospedali, “devono guardare alle acuzie e devono essere specializzati per le prestazioni di più alta complessità lasciando al territorio la presa in carico per patologie croniche”. Infine, sulla necessità del momento nell’assistenza ospedaliera, Zullo si è appellato alla necessità di “differenziare il pagamento degli ospedali per Drg per quanto riguarda gli ospedali iperspecialistici, da quelli per giornate di degenza per gli ospedali distrettuali”.

Secondo Pierino Di Silverio, Segretario nazionale ANAAO-ASSOMED “la vera e unica riforma utile è quella di cambiare il modello organizzativo e il modello professionale, partendo dalle reali esigenze di presa in carico del paziente che può avvenire soltanto riallocando nella maniera giusta le risorse. Occorre partire quindi da un modello professionale più flessibile, adeguato alla tecnologia, innovato ed innovativo, non dobbiamo avere paura dell’intelligenza artificiale ma governarla” ha puntualizzato. Per finire, di Silverio indica un modello di organizzazione delle cure che non sia più ospedalocentrico come, invece, resterebbe in base al disegno di legge delega. Più domiciliarità, ricorso all’ospedale solo per urgenze e terapia di alta specializzazione e la presa in cura al posto della presa in carico, le parole chiave su cui costruire la riforma. 

Anche Barbara Mangiacavalli, Presidente Nazionale FNOPI, sostiene l’importanza della discussione attorno a questo disegno di legge per innovare un sistema sanitario nazionale, preservando le caratteristiche di universalità ed equità da modernizzare alla luce delle sfide che abbiamo di fronte: denatalità, non autosufficienza, longevità, sviluppo delle professioni e dell’attrattività delle professioni, integrazione con il sociale, modelli organizzativi e assistenziali sfidanti dalle giovani generazioni di professionisti sanitari. “La Federazione degli infermieri non mancherà di dare il suo contributo”. 

L’onorevole Gian Antonio Girelli, Membro XII Commissione Affari Camera dei Deputati, ha spiegato che “il Ddl delega di riforma approvato in Consiglio dei ministri non è una semplice riorganizzazione ma una vera e propria rifondazione del Servizio sanitario nazionale che sarà riempito dai decreti attuativi. È necessario dunque dare vita a una fase di ascolto delle riflessioni e proposte di chi opera nel servizio proprio per difendere il principio fondativo della nostra Sanità che risponde ai principi costituzionalmente garantiti dell’universalità e del diritto alla cura in un contesto profondamente cambiato. Basti pensare alla denatalità, all’aumento degli anziani e dei cronici da assistere sempre più a domicilio o sul territorio tenendo conto delle loro fragilità considerando anche la sostenibilità dell’innovazione e delle nuove ricerche, puntando forte su un livello organizzativo che punti sulla diagnosi precoce e la prevenzione”.

Al confronto sono intervenuti anche Michele Pellegrini Calace, Segretario Nazionale Federfarma, Angelo Dei Tos, Presidente Scuola di Medicina Università di Padova, Antonio D’Avino, Presidente Nazionale Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Anna Citarrella, Vicepresidente Confindustria Dispositivi Medici, Giuseppe Lanzilotta, Direttore Direzione Rapporti Istituzionali di Farmindustria, Guido Quici, Presidente CIMO, Giovanni Cuda, Componente giunta CRUI, Vito Trojano, Presidente SIGO Ricerca e Comunicazione e rappresentanti di Osservatorio Motore Sanità FIASO

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