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Molinette di Torino, primo trapianto al mondo cuore-fegato

Intervento record alle Molinette di Torino dove una equipe multidisciplinare composta dai cardiochirurghi Carlo Pace Napoleone, Mauro Rinaldi e Massimo Boffini, dal cardiologo Giuseppe Annoni, dall’epatologa Silvia Martini e dal chirurgo epatico Renato Romagnoli, che è anche coordinatore del Centro trapianti dell’ospedale hanno effettuato il primo intervento di trapianto cuore-fegato al mondo, il quarto multiorgani in Europa.
Il paziente aveva una complessa e rara inversione di cuore e fegato posizionati nel torace e nell’addome “a specchio” con la punta del cuore disposta al centro del mediastino, la cavità tra i due polmoni in cui l’organo è collocato, insieme all’aorta che decorreva anch’essa in maniera invertita, nel tratto che si diparte dal cuore e attraversa il torace, e infine con il fegato posizionato in maniera completamente capovolta nell’addome: tutte anomalie congenite affrontate negli anni senza successo con terapie conservative in Campania e in Toscana, con conseguenti gravi problemi soprattutto circolatori e cardiovascolari. Nemmeno un trapianto di cuore semplice sembrava poter essere risolutivo senza riposizionare l’albero vascolare e anche il fegato. Parliamo della storia di Daniele, un paziente di 32 anni, residente a Napoli nord, operato nelle settimane scorse con successo al centro trapianti delle Molinette di Torino dalla equipe del professor Romagnoli. Si tratta del primo intervento di trapianto cuore-fegato al mondo, il quarto multiorgani in Europa. “Il paziente sta bene – spiega al Mattino il chirurgo piemontese – certo non era uno scherzo riposizionare cuore e fegato in un solo intervento di trapianto e rifunzionalizzare e ripristinare la fisiologia di tutto la complessa rete di vasi che giungono e si dipartono dal cuore in collegamento anche con intestino, fegato e polmoni. Il cuore per ripartire ha impiegato 5 giorni in cui abbiamo utilizzato l’Ecmo (circolazione extracorporea) ma ora tutto sta procedendo per il meglio e siamo nella fase che prevede la riabilitazione. Tra una ventina di giorni dimetteremo il paziente”.
Un intervento che conferma l’eccellenza clinica e chirurgica, di livello europeo e internazionale, delle Molinette di Torino, consolidato in oltre 30 anni di attività, centro attrattore per tutta l’Italia e di livello internazionale. “Un tempo da Napoli e dal Sud in generale arrivavano decine di pazienti soprattutto per il trapianto di fegato – avverte il chirurgo – negli ultimi anni sono diminuiti. La Sanità campana ha raggiunto in questo campo livelli di eccellenza e al Cardarelli il centro diretto da Giovanni Vennarecci effettua con successo moltissimi trapianti di fegato. Per situazioni complesse come quella di Daniele tuttavia restiamo un punto di riferimento nazionale”.

IL PADRE
«Mio figlio è sempre stato combattivo. Lo era da bambino, lo è stato da ragazzo e lo è ancora da adulto. Si è messo al computer e ha scoperto che a Torino, forse, sarebbe stato possibile effettuare l’intervento di cui aveva bisogno». A parlare è Alfredo, pensionato di 66 anni a proposito di Daniele, suo figlio, nato con gli organi interni in posizione invertita «a specchio» sottoposto all’ospedale Molinette di Torino a un trapianto combinato unico al mondo. Nel corso della sua vita Daniele – che si professione è programmatore informatico – era già stato operato varie volte in Campania e Toscana, ma come riferisce la famiglia, quando il fegato e il vuore hanno cominciato a soffrire per la particolare disposizione degli organi interni, si sarebbero resi necessari altri interventi poco meno che inutili, dal momento che, con il tempo, il deterioramento funzionale sarebbe andato avanti.
A coordinare la rete trapianti del Piemonte che ha nelle Molinette una punta di diamante, è Lorenzo Genzano Besso che pur non conoscendo nei dettagli quanto accaduto al Monaldi di Napoli sulla vicenda del cuore di donatore giunto danneggiato da Bolzano a Napoli a causa dell’improprio uso di ghiaccio secco se da un lato considera del tutto singolare e quasi incredibile l’uso di ghiaccio secco nel trasporto degli organi dall’altro non se la sente di giudicare l’operato dei chirurghi napoletani. “L’errore è una prerogativa dell’uomo purtroppo e solo chi non fa non sbaglia mai. Poi però ci sono da considerare tutti gli aspetti causali della vicenda e le drammatiche conseguenze dell’errore, che non spetta a me valutare e giudicare, sul paziente e sui familiari del bambino”.

LE MOLINETTE
Il centro trapianti di fegato dell’Ospedale Molinette (AOU Città della Salute e della Scienza di Torino), è un’eccellenza europea e italiana, primatista per numero di trapianti di fegato (oltre 4.000 in 33 anni) e alti tassi di sopravvivenza. Il centro, diretto dal professor Renato Romagnoli, gestisce trapianti in adulti e bambini, inclusi da donatore vivente con una sopravvivenza a 5 anni che supera l’87%.
Il centro rappresenta pertanto un punto di riferimento fondamentale in Italia per il trattamento delle malattie epatiche terminali.
In Campania tuttavia, il centro del Cardarelli diretto da Giovanni Vennarecci ha consolidato risultati di assoluto rispetto nel panorama nazionale con 81 trapianti effettuati con successo nell’ultimo anno.
E il 31 dicembre del 2025 ha contribuito all’annata record segnando, rispetto al 2024 (erano stati 47) un aumento del 73%.

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