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Regione Piemonte: il nuovo Piano Socio‑Sanitario 2025–2030 avvia una rivoluzione digitale nella gestione del diabete

Aggiornare i criteri di rimborso dei sistemi di monitoraggio continuo del glucosio, con l’obiettivo di estendere l’accesso a tutti i pazienti diabetici in terapia insulinica, compresi quelli trattati esclusivamente con insulina basale. Il Piemonte è impegnato nella costruzione di un modello di assistenza più vicino ai cittadini, in grado di ridurre le ospedalizzazioni evitabili, migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con il diabete e rafforzare il ruolo dell’assistenza territoriale nella gestione delle patologie croniche. Per approfondire questi sviluppi, Motore Sanità ha organizzato il convegno “Diabete, l’unione fa la forza – insieme è più facile”, realizzato con il supporto incondizionato di Abbott.

Il nuovo Piano Socio‑Sanitario Regionale 2025–2030 introduce strumenti innovativi pensati per trasformare la gestione del diabete, con una forte attenzione a prevenzione, prossimità, equità e continuità assistenziale. Tra le priorità figurano il miglioramento degli esiti clinici, la riduzione delle disuguaglianze territoriali e l’estensione della telemedicina come componente integrante dei servizi sanitari regionali.

I dati provenienti dai sistemi di monitoraggio saranno integrati nei Percorsi Diagnostico‑Terapeutici Assistenziali (PDTA) regionali per il diabete, diventando strumenti essenziali per la governance e la programmazione sanitaria. Inoltre, grazie alla crescente diffusione dei dispositivi digitali e al potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, gli operatori sanitari potranno accedere ai dati in tempo reale, consentendo interventi più tempestivi e trattamenti sempre più personalizzati.

Secondo gli esperti, questo nuovo modello organizzativo contribuirà anche a ridurre le visite ambulatoriali non necessarie, con un impatto diretto sulla riduzione delle liste d’attesa, una delle principali sfide dell’assistenza territoriale.

“Il diabete rappresenta oggi una delle principali sfide per i sistemi sanitari, non solo per la sua diffusione ma anche per l’impatto che ha sulla qualità della vita delle persone e sulla sostenibilità delle cure. Per questo deve diventare un ambito prioritario di innovazione organizzativa e clinica, capace di valorizzare le nuove tecnologie, la telemedicina e l’integrazione tra ospedale e territorio. In Piemonte, grazie alle linee guida regionali, stiamo rafforzando la rete diabetologica, il ruolo della medicina territoriale e i percorsi di presa in carico multidisciplinare. L’obiettivo, infatti, è garantire ai pazienti un’assistenza sempre più appropriata, continua e vicina ai bisogni delle persone, puntando al tempo stesso sulla prevenzione e sull’educazione terapeutica. Solo attraverso il lavoro condiviso tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti possiamo continuare ad affrontare in modo efficace una patologia complessa come il diabete”, ha dichiarato Federico Riboldi, Assessore Sanità Regione Piemonte

“La gestione del diabete mellito tipo 1 e tipo 2 nell’ottica del raggiungimento di un ottimo compenso glico-metabolico e la conseguente riduzione del rischio cardio vascolare, delle complicanze e con conseguente aumento dell’aspettativa di vita.  Questi importanti passi avanti sono legati ai grandi passi aventi fatti dalle industrie farmaceutiche che hanno prodotto farmaci molto innovativi e potenti per la gestione del diabete mellito. Questi cambiamenti della farmacopea sono stati affiancati anche da notevoli balzi in avanti delle industrie tecnologiche che hanno permesso di mettere sul mercato sensori per il controllo in continuo della glicemia e microinfusori dotati di algoritmi che hanno cambiato la qualità del compenso dei pazienti e la loro qualità di vita. La tecnologia in questo caso non è solo un supporto alla terapia ma è parte integrante della terapia. Le linee guida AMD SID ISS prevedono che la tecnologia sia resa disponibile e offerta ai nostri pazienti con Diabete mellito tipo 1 e tipo 2. Le linee guida internazionali seguono la stessa linea di pensiero. Indubbiamente nel caso delle persone con Diabete tipo 1 il sensore per il controllo in continuo della glicemia ormai è diventato uno strumento essenziale e i microinfusori un punto di svolta nella gestione e qualità di vita. Anche per le persone con il diabete tipo 2 e l’uso di terapie insuliniche l’uso del sensore per il controllo in continuo della glicemia ha cambiato la qualità della cura permettendo di raggiungere compensi non raggiungibili precedentemente per timore delle ipoglicemie. In situazioni non frequenti l’utilizzo di microinfusori in soggetti con diabete tipo 2 ha permesso di superare situazioni di scompenso non altrimenti gestibili. La Regione Piemonte da anni ha una gestione della tecnologia attraverso gare al fine di poter offrire il meglio ai propri cittadini ma con un controllo più attento dei costi per la tecnologia anche se penso che sarebbe più opportuno considerare i costi come investimenti sulla salute dei cittadini con diabete mellito”, ha spiegato Riccardo Fornengo, Presidente AMD Piemonte e Valle d’Aosta

“Le Associazioni FAND operanti sul territorio regionale accolgono, dopo il gran lavoro sui decisori istituzionali, con grande favore l’ampliamento dell’utilizzo dei sensori per il monitoraggio della glicemia nei pazienti con diabete di Tipo 2 in terapia basale come previsto dal nuovo Piano socio‑sanitario del Piemonte. Si tratta di un passo avanti fondamentale per garantire equità di accesso, prevenzione delle complicanze, e conseguente riduzione dei costi, e una migliore qualità di vita per migliaia di cittadini con diabete. Questa scelta riconosce finalmente che la tecnologia non è un optional, ma uno strumento clinico essenziale. Continueremo a collaborare con le istituzioni regionali affinché l’attuazione sia rapida, omogenea su tutto il territorio e realmente centrata sui bisogni dei pazienti anche grazie al supporto della figura del paziente guida”, ha detto Cesare Muratore, Presidente GAPED

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