Sanità territoriale e universalità delle cure: la sfida del Piemonte

Garantire equità di accesso e rafforzare il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale in un contesto in profonda trasformazione. È questa la sfida evidenziata da Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, intervenuto alla tavola rotonda “Rete e collaborazione tra pubblico e privato sul territorio” durante la Cernobbio School di Motore Sanità, tenutasi dal 18 al 20 febbraio a Cernobbio.

La Cernobbio School di Motore Sanità, promossa in media partnership con Mondosanità, Askanesws, Espansione Tv, Eurocomunicazione, è l’evento punto di riferimento per il confronto tra esperti e istituzioni sui principali temi della sanità italiana, ha posto al centro il futuro del sistema sanitario, tra innovazione, sostenibilità e riorganizzazione dei servizi.

“Il nostro sistema sanitario è tra i più inclusivi al mondo – ha sottolineato l’assessore Riboldi – perché si fonda sul principio dell’universalità. La sfida oggi è continuare a garantirlo, soprattutto per i cittadini più fragili”. Un obiettivo che richiede nuovi modelli organizzativi e una profonda evoluzione della sanità territoriale.

Tra le azioni concrete messe in campo dalla Regione Piemonte, Riboldi ha ricordato l’estensione degli orari di apertura delle strutture sanitarie, con attività serali e nei fine settimana. Un’iniziativa che ha coinvolto circa 5.000 operatori e ha consentito di recuperare, in un anno, 250.000 prestazioni arretrate, riportando i livelli assistenziali ai valori pre-pandemia.

Parallelamente, è in corso un importante piano di investimenti infrastrutturali: circa 170 cantieri aperti per un valore complessivo di 5 miliardi di euro, destinati a ridisegnare la rete sanitaria regionale. Un cambiamento che punta a superare un modello centrato sull’ospedale, per sviluppare una sanità sempre più vicina ai territori e alle comunità.

In questa prospettiva, ospedali e servizi territoriali saranno sempre più integrati: da un lato, le strutture ospedaliere potranno concentrarsi sulle attività ad alta complessità; dall’altro, la rete territoriale sarà rafforzata per gestire in modo più appropriato i bisogni di salute, evitando il sovraccarico dei pronto soccorso.

Il 2026 viene indicato come un anno decisivo per questa trasformazione. L’implementazione di strumenti come la telemedicina, l’intelligenza artificiale, il potenziamento dei CUP, insieme allo sviluppo di case e ospedali di comunità e delle centrali operative territoriali, rappresenta un passaggio cruciale per rendere il sistema più efficiente e accessibile.

Ma accanto agli investimenti e all’innovazione, emerge un’urgenza: recuperare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. “Abbiamo poco tempo – ha evidenziato Riboldi – per colmare questo gap e dimostrare che il sistema sanitario è davvero in grado di rispondere ai bisogni delle persone”.

Dalla Cernobbio School arriva quindi un messaggio chiaro: il futuro della sanità italiana passa dalla capacità di coniugare universalità, innovazione e prossimità, costruendo un sistema più equo, moderno e sostenibile.

Federico Riboldi, Assessore Sanità, Regione Piemonte

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