L’Unione Europea sta discutendo la possibilità di escludere gli investimenti e le spese per la prevenzione sanitaria dal calcolo del patto di stabilità, al fine di tutelare la tenuta economica dei sistemi pubblici. Questa mossa, proposta dal Ministro della Salute italiano, Orazio Schillaci, mira a liberare risorse per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e a promuovere la prevenzione come strumento per garantire la sostenibilità del sistema.
“La prevenzione è il miglior investimento e non una spesa: ogni euro investito ne produce tre”, ha dichiarato Schillaci. L’obiettivo è di incentivare gli investimenti nella prevenzione, come ad esempio gli screening oncologici, e di ridurre il carico di malattia sulla popolazione.
La trattativa UE è un passo importante verso la creazione di un sistema sanitario più sostenibile e resiliente. La prevenzione è infatti considerata un fattore chiave per ridurre i costi sanitari a lungo termine e migliorare la salute della popolazione.
I benefici della prevenzione si traducono in un investimento di lungo termine per la tenuta dei conti di un sistema sanitario universalistico come quello italiano. Ogni euro investito in prevenzione primaria può portare a risparmi tra i 2 e i 16 euro oltre a conseguire un miglioramento della salute della popolazione: la prevenzione può ridurre l’incidenza di malattie croniche e migliorare la qualità della vita. Senza dimenticare i risvolti sulla tenuta economia del tessuto produttivo visto che la prevenzione di una malattia e di una disabilità si traducono in un aumento della produttività. E’ ben chiaro che una popolazione più sana può contribuire maggiormente all’economia. Un risvolto positivo anche sulla spesa farmaceutica che è una delle fette di maggior costo del sistema delle cure pubbliche. La spesa farmaceutica in Italia ha superato quota 23 miliardi di euro (+7%) nei primi undici mesi del 2025, trainata dal massiccio sforamento del tetto degli acquisti diretti. La spesa pubblica per la sanità rappresenta il 19% della spesa sanitaria pubblica, in aumento rispetto al 2022 (+5,7%). La proposta di Schillaci è in linea con gli obiettivi dell’UE di promuovere la salute e il benessere dei cittadini, e potrebbe rappresentare un modello per altri paesi membri. La trattativa è ancora in corso, ma si tratta di un passo importante verso la creazione di un sistema sanitario più sostenibile e resiliente.




