“La tecnologia sarà il collante della sanità del futuro”: Claudio Zanon rilancia la sfida della medicina territoriale

La tecnologia e la sanità del futuro, un tema cruciale discusso alla Mediterranea School di Bari, appuntamento promosso da Motore Sanità che ha riunito dal 15 al 17 aprile istituzioni, clinici ed esperti per confrontarsi sul futuro del Servizio sanitario nazionale nel Mezzogiorno.

Tema centrale dell’edizione: “Governare il futuro del Servizio sanitario nazionale nel Mezzogiorno. Modelli organizzativi per la tutela della salute e la gestione della cronicità”. Un’occasione di dialogo strategico sulle trasformazioni necessarie per affrontare l’aumento delle patologie croniche, il rafforzamento della medicina territoriale e la sostenibilità del sistema sanitario pubblico.

Tra le voci protagoniste del confronto quella di Claudio Zanon, Direttore scientifico di Motore Sanità, che ai microfoni di Mondosanità ha delineato le grandi sfide che attendono il sistema sanitario italiano nei prossimi anni. “Bisogna creare un modello sostenibile che guardi al futuro per la presa in carico della cronicità e della medicina territoriale”, ha dichiarato Zanon.

Secondo il direttore scientifico, il percorso avviato con il DM77 e con gli investimenti del PNRR ha rappresentato un primo passo importante, soprattutto per la realizzazione delle nuove strutture territoriali come Case di Comunità e Ospedali di Comunità. Tuttavia, il rischio è che queste strutture restino incompiute sul piano organizzativo. “Il DM77 ha dato i soldi per costruire dei muri, ma non paga il personale da mettere dentro e soprattutto non ha definito pienamente i contenuti”, ha spiegato.

Zanon ha evidenziato come, ad oggi, solo una piccola parte delle Case di Comunità rispetti realmente gli standard indicati da Agenas, in particolare per quanto riguarda l’apertura continuativa, la presenza multidisciplinare e l’integrazione della medicina generale.

Il nodo più critico resta però quello della carenza di personale sanitario, soprattutto infermieristico. “Il grosso problema del futuro sarà e continua a essere la carenza degli infermieri. Senza di loro non sarà possibile attuare ciò che il DM77 aveva previsto”.

Una criticità che rischia di rallentare l’intera riforma della sanità territoriale e di compromettere la capacità del sistema di rispondere all’aumento delle cronicità e dell’assistenza di prossimità. Per Zanon, però, esiste anche una leva strategica capace di sostenere il cambiamento: la tecnologia.

Telemedicina, piattaforme digitali integrate e ospedali virtuali rappresentano, secondo il direttore scientifico di Motore Sanità, gli strumenti destinati a trasformare profondamente il rapporto tra ospedale e territorio. “La tecnologia sarà il collante di tutto”, ha sottolineato. “I grandi collegamenti tra le strutture territoriali e ospedaliere, attraverso piattaforme di telemedicina, possono integrare il futuro della sanità”.

Nel suo intervento, Zanon ha anche ricordato come il modello delle Case di Comunità non sia una novità assoluta nel panorama internazionale. Esperienze simili erano già nate in Svezia negli anni Trenta, sviluppate successivamente in Spagna e in Portogallo. “Esistono molti modelli di primary care nel mondo”, ha osservato, “ma il filo conduttore è sempre più rappresentato dalla tecnologia”.

Claudio Zanon, Direttore scientifico di Motore Sanità

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