Aifa verso nuovi criteri per i prezzi dei farmaci off patent: rimborso per i gruppi terapeutici

Cambia il metodo per calcolare quanto il Servizio sanitario nazionale rimborsa sui farmaci a brevetto scaduto. L’Agenzia italiana del farmaco sta valutando di abbandonare il confronto per singolo principio attivo e passare a un sistema basato su classi terapeutiche più ampie. La novità è legata all’aggiornamento del Prontuario farmaceutico nazionale, come riporta il Sole 24 Ore.
Attualmente il prezzo di riferimento viene fissato mettendo a confronto medicinali che contengono lo stesso principio attivo. Il SSN rimborsa fino a quella cifra: se il paziente sceglie un prodotto più costoso, paga la differenza.
L’ipotesi sul tavolo prevede raggruppamenti per indicazione terapeutica. In pratica, farmaci diversi ma usati per la stessa patologia finirebbero nello stesso “cluster” di prezzo. Le prime categorie allo studio sarebbero quelle ad alto consumo: statine per il colesterolo, sartani per l’ipertensione e inibitori di pompa protonica per la protezione gastrica.
Il ragionamento è clinico ed economico insieme: se più molecole hanno efficacia sovrapponibile per la stessa condizione, il rimborso potrebbe allinearsi al prodotto meno costoso del gruppo. Le aziende che vogliono mantenere la rimborsabilità piena dovrebbero quindi adeguare i listini.
La revisione rientra nel percorso di aggiornamento del Prontuario, indicato da Aifa tra le priorità strategiche del 2026. Il dossier sarebbe già stato illustrato alle imprese interessate ed è al vaglio del Ministero della Salute.
Per evitare contraccolpi sul mercato, la Commissione scientifica ed economica dell’Aifa avrebbe suggerito una fase transitoria. L’obiettivo è dare tempo alle aziende di riposizionare i prezzi senza creare carenze o aumenti di spesa per i cittadini.
Il tema si inserisce in un quadro noto: gli ultimi dati di monitoraggio Aifa mostrano che lo sforamento della spesa farmaceutica è concentrato sugli acquisti diretti, cioè i farmaci usati in ospedale. La spesa farmaceutica convenzionata, quella delle farmacie territoriali, chiude invece con un avanzo di circa 498 milioni di euro. Intervenire sui gruppi terapeutici ad alto volume potrebbe quindi liberare risorse, senza toccare l’accesso alle cure.
Se il nuovo modello sarà adottato, Aifa dovrà definire i criteri per costruire i cluster, valutare l’equivalenza terapeutica tra molecole diverse e fissare i nuovi prezzi di riferimento. Le aziende avranno un periodo per allinearsi. Per i pazienti, la scelta in farmacia potrebbe cambiare: a parità di indicazione, il farmaco rimborsato integralmente sarà quello con il prezzo più basso del gruppo.
La partita resta aperta. Nei prossimi mesi sono attesi gli approfondimenti tecnici e il confronto con filiera e Regioni.

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