Malattia oculare tiroidea (TED): patologia ancora troppo poco conosciuta e alla ricerca di una gestione ottimale per i pazienti

I dati epidemiologici disponibili parlano di una prevalenza della patologia stimata in 8,97 casi per 10 mila abitanti, con il 33% dei pazienti aventi un grado di malattia moderato-severo (Perros et al 2017). 

La malattia oculare tiroidea (Thyroid eye disease, TED),è una patologia autoimmune debilitante che colpisce l’orbita oculare causando infiammazione e iperproliferazione, ovvero crescita anomala dei tessuti. La TED, soprattutto a partire dalle forme moderate-severe, può avere gravi conseguenze sulla funzionalità degli occhi, sulla capacità visiva. Sintomi come visione doppia (diplopia), dolore e difficoltà a chiudere la palpebra, spesso hanno un forte impatto sulla qualità di vita, sulla capacità di svolgere attività quotidiane e lavorative e sulla psiche dei pazienti. 

Con l’obiettivo di fare il punto su ricerca, innovazione scientifica, organizzazione dei centri di cura territoriali, diagnosi precoce e presa in carico del paziente a livello regionale, prende il via dal Piemonte la Roadmap di 3 appuntamenti dal titolo “Thyroid Eye Disease: Innovazione e accessibilità nel percorso di cura”, organizzata da Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Amgen, global leader nelle biotecnologie farmaceutiche e che ha visto la partecipazione di importanti esponenti del comparto salute.

Maurilio Deandrea, Direttore SC Endocrinologia Diabetologia e Malattie del Metabolismo AO Ordine Mauriziano Torino e Coordinatore del Centro per le Malattie della Tiroide ha spiegato che‘la compromissione orbitale nei pazienti affetti dalla malattia oculare tiroidea (TED) rappresenta un problema con una ricaduta importante per la vita quotidiana nei pazienti affetti. La sensazione di occhi irritati, la difficoltà di mettere bene a fuoco, la visione doppia (diplopia) costituiscono un ostacolo importante per l’agire di ogni giorno. Non sempre il medico di famiglia sa orientarsi sulle possibilità terapeutiche disponibili e sugli accertamenti necessari per definire l’entità del problema. Il quadro clinico spesso è di difficile interpretazione anche per lo specialista oculista, se non è esperto su questa patologia che, si presenta raramente nella casistica ambulatoriale di ogni giorno. Questi sono alcuni degli aspetti che il paziente deve affrontare, insieme alla difficoltà di trovare un medico capace di riconoscere il problema e di accompagnarlo nelle scelte giuste. L’innovazione in questo ambito ha fatto passi avanti significativi negli ultimi anni, con importanti ricadute positive sul ripristino di una qualità di vita dei pazienti. Sarà importante discutere le modalità per rendere accessibili a tutti queste nuove opzioni terapeutiche”.

Seguici!

Ultimi articoli

Newsletter

Registrati e ottieni le nostre rassegne stampa in esclusiva!

spot_img

Da non perdere

spot_imgspot_img

Grazie al Decreto-legge rafforzato il ruolo della farmacia di servizi: più spazio alla prevenzione e alla somministrazione dei vaccini

La farmacia di comunità ha un ruolo sempre più strategico all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, passando da tradizionale dispensatore di farmaci a farmacia dei...

Diabete: le Linee Guida SID–AMD 2025 confermano l’importanza dell’innovazione tecnologica e rendono ancor più urgente garantire equità di accesso in tutte le regioni italiane

Istituzioni, clinici e associazioni pazienti di Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna a confronto Le nuove Linee Guida SID-AMD su “La terapia del...

Tecnologia che ascolta: interazioni meno macchinose. La filosofia della medicina moderna

Ingegneri clinici e istituzioni raccontano come l’innovazione si concretizza quando risponde ai bisogni reali di cura, dentro e fuori l’ospedale. Dalla casa di comunità...

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui