Il Ministro Schillaci, “Cambio di paradigma per dare risposte nei tempi giusti”.
Approvato in Conferenza Stato-Regioni il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028. Il documento, in coerenza con il DL 73/2024 convertito nella Legge 107/2024, definisce la strategia nazionale per ridurre i tempi di attesa e garantire l’accesso alle prestazioni sanitarie.
“È una bella notizia per il Servizio Sanitario Nazionale. Un via libera che rafforza ulteriormente la nostra capacità di dare risposte ai cittadini nei tempi giusti”, dichiara il Ministro della Salute Orazio Schillaci. “Con questo governo abbiamo portato avanti un cambio di paradigma sulle liste di attesa sin dal nostro insediamento”.
Cosa prevede il Piano
Il Pngla non agisce solo sull’aumento dell’offerta, ma sul governo della domanda. I punti chiave:
- Appropriatezza prescrittiva: più controllo sulle richieste per evitare prestazioni inutili.
- Agenda unica di prenotazione: CUP unificati tra pubblico, privato accreditato e intramoenia per evitare prenotazioni multiple e slot vuoti.
- Percorsi di tutela: se i tempi non sono rispettati, la Asl deve garantire la prestazione in intramoenia o nel privato accreditato senza costi aggiuntivi per il cittadino.
- Monitoraggio e trasparenza: sistema di rilevazione dei tempi con pubblicazione dei dati, accessibili ai cittadini.
5.Responsabilizzazione*: direttori generali e strutture sanitarie valutati sul rispetto dei tempi.
I prossimi passi per le Regioni
Le Regioni hanno ora 120 giorni per adottare propri piani operativi, con aggiornamento annuale sull’attuazione. Dovranno recepire gli standard nazionali e organizzare l’offerta su 7 giorni, anche in orario serale e nei festivi, utilizzando le risorse già stanziate dal DL Liste d’Attesa.
“Ringrazio le Regioni per aver lavorato con spirito costruttivo alla realizzazione di questo importante traguardo nell’interesse esclusivo del diritto alla salute”, conclude Schillaci.
Il Piano arriva dopo il DL 73/2024 che ha introdotto il CUP unico regionale, l’obbligo di disdetta 48 ore prima, il divieto di chiusura delle agende e il portale nazionale delle liste d’attesa. L’obiettivo è rendere strutturali gli strumenti contro il fenomeno dei “furbetti” delle prenotazioni e recuperare le prestazioni arretrate post-Covid.
In sintesi: più offerta, più controlli, più trasparenza. Il SSN prova a passare dalla logica emergenziale a una programmazione ordinaria dei tempi di attesa, con le Regioni chiamate a tradurre il Piano in azioni concrete entro ottobre 2026.




