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Allergie, asma e mutamenti climatici: il prezzo più alto lo pagano i bambini

I mutamenti climatici non sono solo una questione ambientale, stanno diventando un problema di salute di primaria importanza, specialmente per le generazioni più giovani. Secondo le stime della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), il numero di casi di malattie allergiche e respiratorie è aumentato globalmente del 30% negli ultimi vent’anni. Questo allarmante dato è emerso in occasione del XXVII congresso nazionale del sodalizio scientifico, a Pavia, dove i massimi esperti del settore hanno sottolineato le ripercussioni del cambiamento climatico sulla salute dei bambini.

Gianluigi Marseglia, Past president SIAIP, ha messo in evidenza come l’aumento delle temperature globali stia allungando le stagioni polliniche. Questo fenomeno è legato a un incremento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, che stimola la produzione di polline, aggravando condizioni come rinite allergica, asma e dermatite atopica. “Uno studio svedese evidenzia che l’esposizione ai pollini nei primi mesi di vita, o persino nella vita intrauterina, è associata a una maggiore probabilità di sensibilizzazione allergica e di insorgenza di malattie respiratorie,” ha affermato Marseglia.

Un dato che preoccupa è l’aumento della concentrazione di polline di ambrosia, che è quadruplicato negli ultimi trent’anni, con una stima di crescita continua. La durata della stagione pollinica, inoltre, è aumentata mediamente di 20 giorni, creando un ambiente sempre più ostile per i bambini. Le proiezioni indicano che nei bambini sotto i 4 anni si stima un incremento globale del 17% nei casi di asma correlati a questo fenomeno.

Ma non sono solo i pollini a rappresentare una minaccia crescente. Le muffe, anch’esse influenzate dal cambiamento climatico, stanno proliferando grazie all’aumento delle precipitazioni e delle inondazioni. Le spore di Alternaria e Cladosporium, notoriamente associate ad allergie respiratorie e attacchi d’asma, sono in aumento e richiedono attenzione urgente.

“Parliamo di crisi ambientale – ha aggiunto il professor Michele Miraglia del Giudice, Presidente SIAIP – ma qui dobbiamo fronteggiare una vera e propria emergenza sanitaria, aggravata dall’inquinamento atmosferico”. In Italia, l’8,4% dei bambini tra i 6 e i 7 anni soffre di asma correlata all’inquinamento atmosferico, in particolare a causa delle particelle inquinanti PM2,5 e PM10, che penetrano profondamente nei tessuti respiratori.

Le statistiche sono desolanti: l’81,4% dei bambini vive in aree inquinate da polveri sottili, con il 100% in otto regioni italiane, tra cui Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Trentino e Veneto. Questi dati non possono essere ignorati, poiché riflettono un’emergenza sanitaria che colpisce i più vulnerabili della nostra società: i bambini.

La situazione richiede un intervento coordinato da parte delle istituzioni. È necessario investire per ridurre le emissioni inquinanti e affrontare il cambiamento climatico con misure concrete. La sensibilizzazione della popolazione è fondamentale, così come la formazione dei medici e degli allergologi pediatri, che devono essere in grado di riconoscere e trattare le allergie legate all’inquinamento e ai cambiamenti climatici.

Uno studio pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health ha dimostrato che nei centri urbani con alti livelli di inquinamento, la prevalenza dell’asma infantile è superiore del 40% rispetto alle aree rurali. La combinazione di allergeni e inquinanti rende le città un ambiente particolarmente ostile per chi soffre di patologie allergiche. Inoltre, un recente editoriale pubblicato su JACI: In Practice ha evidenziato come le condizioni atmosferiche estreme abbiano aumentato non solo la durata e l’intensità della stagione pollinica, con la comparsa di nuovi allergeni (come Ailanthus, Cupressum Arizonica) ma anche gli incendi boschivi sono sorvegliati speciali, in quanto stanno peggiorando la qualità dell’aria e potenziando la risposta infiammatoria delle vie respiratorie

Dunque, è essenziale promuovere stili di vita sani che prevedano una maggiore consapevolezza ambientale. Educare i genitori e i bambini riguardo ai rischi e alle prevenzioni delle malattie allergiche è un passo cruciale. Le scuole possono svolgere un ruolo fondamentale in questo processo, integrando l’educazione ambientale nei programmi scolastici e fornendo informazioni utili e pratiche su come affrontare le allergie. Solo attraverso un’azione tempestiva possiamo sperare di proteggere le future generazioni da un destino di malattie allergiche e respiratorie, offrendo loro l’opportunità di crescere in un ambiente sano e sicuro. È tempo di agire, prima che sia troppo tardi.

Clima e allergie respiratorie,
manifesto Siaip in otto punti

  1. Piani di Controllo dell’Inquinamento: riduzione delle emissioni urbane per migliorare la qualità dell’aria; riduzione delle emissioni di gas serra
  2. Rafforzamento delle strategie di sanità pubblica attraverso misure come il miglioramento della ventilazione e il controllo dell’umidità
  3. Eliminazione fonti inquinanti indoor, come il fumo di sigaretta e di sigarette elettroniche.
  4. Progettazione Urbana Sostenibile: Aumento delle aree verdi per ridurre la dispersione degli allergeni, interventi mirati per migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità degli edifici per prevenire la Sick Building Syndrome (SBS), attraverso una migliore ventilazione, l’uso di materiali non inquinanti e la riduzione dell’umidità indoor.
  5. Monitoraggio Pollinico: creazione di sistemi di allerta precoce per informare in maniera corretta e puntuale la popolazione.
  6. Educazione e Sensibilizzazione: informare la popolazione sui rischi e sulle strategie preventive. Diffusione di informazioni tempestive sui livelli di allergeni nell’aria
  7. Ricerca e Innovazione: Sviluppo di nuove terapie e strategie per migliorare la gestione delle allergie ambientali.
  8. Collaborazione Internazionale: Sviluppo di programmi di ricerca congiunti a livello europeo e globale per studiare gli effetti del cambiamento climatico sulle allergie.

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