Alopecia areata. «Non sono solo capelli», i pazienti chiedono riconoscimento e diritti

Presentato il primo libro bianco dedicato alla malattia che oggi non è riconosciuta dal servizio sanitario. Colpiti 120 mila italiani

L’alopecia areata non è una condizione causata dallo stress come a lungo si è creduto e come spesso qualcuno afferma. Ma una malattia autoimmune, su base genetica multifattoriale e organo-specifica: colpisce, infatti, i follicoli piliferi in un preciso stadio del loro processo di sviluppo (fase anagen). La malattia è caratterizzata da una perdita di capelli di tipo non cicatriziale: ciò significa che i follicoli piliferi rimangono intatti e hanno la potenzialità di riprendere il loro ciclo di crescita e rigenerare nuovamente il capello. Si stima colpisca lo 0,2% della popolazione generale (circa 120 mila persone) ed ha un impatto devastante sulla vita. Negli ultimi anni, abbiamo fatto significativi passi avanti nella comprensione dei sofisticati meccanismi immunitari che causano l’Alopecia areata. Grazie a queste scoperte, oggi possiamo utilizzare farmaci target, mirati a colpire selettivamente gli intimi meccanismi alla base di questa malattia. 

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