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Dal diabete all’Alzheimer, le cronicità scuotono l’Europa

Accesso tempestivo alle terapie, tutela dei brevetti, condivisione dei dati sanitari: sono alcuni dei punti scaturiti dal manifesto presentato nel corso di un evento Eli Lilly patrocinato da Parlamento Europeo, Commissione UE, Farmindustria e SIF

Una politica che guarda con rinnovato favore agli investimenti nella ricerca scientifica, una regolamentazione chiara dell’Health Technology Assesment (HTA) e il superamento del divario ancora esistente nell’accesso ai farmaci: sono tutte questioni aperte in Europa. Partendo da queste premesse si possono intuire le priorità per il futuro del settore. Parliamo di accesso tempestivo alle terapie innovative, tutela dei brevetti, contrasto delle malattie croniche non trasmissibili, condivisione dei dati sanitari. I punti qualificanti, idealmente consegnati ai futuri europarlamentari, sono stati riassunti in un manifesto presentato a Roma in occasione dell’evento promosso da Eli Lilly, patrocinato da Parlamento Europeo, Commissione UE, Farmindustria e SIF, Società Italiana di Farmacologia. Superata l’emergenza causata dalla pandemia è venuto il momento di incrementare la capacità di attrarre investimenti in ricerca, sviluppo e produzione. Saranno le soluzioni pragmatiche a fare la differenza.

L’approvazione di un nuovo principio attivo alle nostre latitudini, si è detto, richiede un tempo significativamente maggiore rispetto agli Stati Uniti, con una media di 430 giorni contro i 334 degli Usa. Questo gap è causa di preoccupazione per molte aziende che hanno manifestato critiche alla proposta di riforma comunitaria. Nel caso in cui la revisione della legislazione farmaceutica vada avanti secondo l’ultima stesura del testo, l’Europa rimarrebbe comunque indietro rispetto agli States, con un ritardo medio di un mese e mezzo nelle procedure. Questo lungo lasso di tempo potrebbe compromettere l’autonomia strategica del vecchio continente, pregiudicando la competitività industriale dell’Italia in un quadro geopolitico così mutevole. Federico Villa (Lilly Italia) ribadisce da parte sua i vantaggi di una rapida definizione dei prezzi di rimborso mediante riforme strutturali.

Tra le criticità indicate nella proposta di riforma europea c’è l’allentamento della protezione dei brevetti, che potrebbe avere ripercussioni sulla capacità della UE di richiamare investimenti. Venendo all’impatto devastante delle malattie croniche non trasmissibili occorre considerare i cosiddetti decessi prematuri legati al diabete in Europa, un totale a sei zeri, un dato allarmante che evidenzia l’urgente necessità di sanare piaghe quali l’obesità, un fattore di rischio assoluto che determina un impatto annuo sul Pil dell’3,3% nei Paesi dell’Ocse/Ue28. Allo stesso tempo occorre considerare l’Alzheimer, una malattia neurodegenerativa che interesserà quasi 14 milioni di europei entro il 2050, con conseguenze devastanti nel tessuto sociale.

Dunque il “Manifesto per l’Europa” sottolinea l’importanza di adottare una strategia globale per affrontare malattie croniche come l’obesità e il diabete.

Ilya Yuffa, presidente Lilly International, ha raccomandato di accogliere l’innovazione nel settore attraverso politiche che garantiscano la sostenibilità del sistema sanitario, tutelando la proprietà intellettuale. “Questo è un momento importante per l’Europa, per decidere sulla sua competitività nel settore biofarmaceutico e anche in termini di impatto sulla salute dei cittadini”, ha affermato l’illustre manager. “Siamo ormai tutti d’accordo sul fatto che dobbiamo velocizzare l’iter regolatorio per l’approvazione e l’accesso alle innovazioni prodotte dall’industria. Allo stesso tempo dobbiamo sviluppare modi per rafforzare la proprietà intellettuale e strategie di investimento a lungo termine in Europa, non solo per quel che concerne la produzione ma anche per la ricerca, lo sviluppo e per rendere disponibili i nuovi farmaci innovativi. Potremo fare dell’Europa – ha concluso – un hub mondiale per la ricerca e la produzione biofarmaceutica”.

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