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Il management delle Reti Oncologiche nel centro e sud Italia

Miglioramento nella capacità di presa in carico dei pazienti, riduzione della mobilità passiva e impatto economico positivo, oltre a un crescente sviluppo delle attività di ricerca. In alcuni casi persistono criticità legate alla disomogeneità dei percorsi nelle regioni del Centro-Sud, che alimentano il fenomeno della mobilità sanitaria.
Villa Doria d’Angri a Napoli ha ospitato la II edizione del convegno scientifico dedicato al Management delle reti oncologiche nel Centro e Sud Italia, promosso dallUniversità degli Studi di Napoli Parthenope e dallIRCCS Fondazione G. Pascale, con il patrocinio di AIOM, FIMMG e SIFO. Liniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra esperti, clinici e istituzioni per analizzare lo stato dellarte e le prospettive future delle reti oncologiche nel Mezzogiorno.
Al centro del dibattito, il ruolo strategico delle reti oncologiche nel garantire equità di accesso alle cure, appropriatezza clinica e integrazione tra ospedale e territorio. “La Rete oncologica sottolinea Sandro Pignata, responsabile scientifico di Roc – sta continuando a lavorare per migliorare il percorso dei cittadini campani nel settore delloncologia, diverse azioni sono in corso e levento di oggi in particolare focalizza lattenzione sul confronto con le altre regioni che stanno provando ad utilizzare lo stesso modello digitale della rete oncologica campana”.
Nel corso del dibattito ha poi aggiunto il Prof. Francesco Schiavone, Direttore scientifico del VIMASS Research Lab promotore dellincontro – abbiamo appreso le diverse esperienze delle Reti Oncologiche da Roma in giù. Ne esce un quadro eterogeneo, in forte sviluppo e sicuramente interessante per chi si occupa di management in sanità.
Particolare attenzione è stata dedicata allesperienza della Rete Oncologica Campana (ROC), modello organizzativo in continua evoluzione orientato a ridurre i ritardi diagnostici e le disparità territoriali, migliorando la presa in carico del paziente oncologico.
“I dati che sono stati pubblicati da Agenas ha sottolineato il direttore generale del Pascale, Maurizio di Mauro – dimostrano che lavorare in rete consente oltre a migliorare i servizi, anche di ridurre la migrazione sanitaria e di fare in modo che sempre più cittadini si curino in Campania”.
Tra gli elementi chiave del modello della ROC rientrano la multidisciplinarietà, garantita attraverso listituzione dei Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM), nonché ladozione di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) strutturati e aggiornati, supportati dalla digitalizzazione, che consente maggiore coordinamento tra i professionisti e un monitoraggio continuo dei pazienti. Un ruolo centrale è giocato anche dalla medicina generale, soprattutto nellambito della prevenzione e della gestione territoriale. I dati presentati evidenziano un miglioramento nella capacità di presa in carico dei pazienti, una riduzione della mobilità passiva e un impatto economico positivo, oltre a un crescente sviluppo delle attività di ricerca.
Un focus specifico è stato dedicato ai tumori eredo-familiari, per i quali i PDTA rappresentano strumenti fondamentali per la diagnosi precoce e la presa in carico dei soggetti a rischio attraverso test genetici e programmi di sorveglianza. Il monitoraggio tramite indicatori di performance consente di valutare tempestività, accesso ai test e qualità dei percorsi. Tuttavia, persistono criticità legate alla disomogeneità dei percorsi nelle regioni del Centro-Sud, che alimentano il fenomeno della mobilità sanitaria.
Le evidenze emerse confermano come lintegrazione tra digitalizzazione, modelli organizzativi innovativi e sistemi di monitoraggio rappresenti una leva strategica per migliorare la qualità dellassistenza oncologica, ridurre le disuguaglianze territoriali e rafforzare la sostenibilità del sistema sanitario.
Il convegno si conferma così unimportante occasione di dialogo e collaborazione tra i diversi attori del sistema, con lobiettivo di rafforzare le reti oncologiche e promuovere un modello di sanità sempre più orientato al valore per il paziente.

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