Insonnia, adolescenti tiratardi. Gli studenti delle superiori perdono colpi al mattino

Uno studio su 120.950 teen ager americani, pubblicato su JAMA, mostra un aumento significativo degli insuccessi scolastici legati alla deprivazione delle ore dedicate al riposo


Il sonno è uno dei pilastri della salute fisica e mentale, soprattutto durante l’adolescenza, una fase in cui il cervello è in pieno sviluppo e il corpo affronta cambiamenti rapidi e profondi. Eppure, negli ultimi anni, il riposo notturno è diventato sempre più fragile, eroso da ritmi scolastici intensi, uso prolungato dei dispositivi digitali, stress e abitudini irregolari. La deprivazione di sonno non è più un fenomeno marginale, ma un problema di salute pubblica che coinvolge milioni di giovani. Negli Usa gli adolescenti dormono sempre meno, e la tendenza appare consolidata. Secondo uno studio pubblicato su JAMA e condotto da un team dell’Università del Wisconsin, il numero di studenti delle scuole superiori che dormono poco – sette ore a notte o meno – è passato dal 68,9% al 76,8% tra il 2007 e il 2023. Oggi più di tre ragazzi su quattro non raggiungono il minimo raccomandato dagli esperti. Ancora più preoccupante è l’aumento degli adolescenti che dormono pochissimo, cinque ore per notte o meno: dal 15,8% al 23% nello stesso periodo. In pratica, quasi uno studente su quattro vive in una condizione di deprivazione di sonno severa, con potenziali ripercussioni su apprendimento, memoria, regolazione emotiva e salute generale.

Lo studio ha analizzato un campione imponente, composto da 120.950 studenti, offrendo una fotografia dettagliata e affidabile del fenomeno. I ricercatori hanno osservato che la carenza di sonno è aumentata in quasi tutti i sottogruppi comportamentali, ma con una sorpresa: il peggioramento è stato pari o addirittura superiore tra gli adolescenti che non presentavano fattori di rischio comportamentali, come l’uso intensivo di social media o videogiochi (quattro o più ore al giorno). Sebbene la mancanza di sonno resti più comune tra i ragazzi che riferiscono comportamenti a rischio, il ritmo di crescita del fenomeno è simile o maggiore tra chi non li presenta. Questo indica che la deprivazione di sonno sta diventando un problema generalizzato, che coinvolge trasversalmente l’intera popolazione studentesca, indipendentemente dallo stile di vita digitale.

Gli autori sottolineano che la mancanza di sonno in adolescenza non è un semplice disagio passeggero: può influire sul rendimento scolastico, aumentare il rischio di ansia e depressione, alterare il metabolismo e favorire comportamenti pericolosi. Le cause sono molteplici e includono l’uso serale dei dispositivi elettronici, la pressione scolastica, gli orari di inizio delle lezioni spesso troppo anticipati e un generale peggioramento dell’igiene del sonno.

Il quadro delineato dallo studio invita a una riflessione più ampia sulle condizioni di vita degli adolescenti e sulla necessità di interventi coordinati. Dalla revisione degli orari scolastici alle campagne di educazione al sonno, fino al coinvolgimento delle famiglie, la sfida è complessa ma urgente. Perché dormire non è un lusso: è un bisogno biologico essenziale, soprattutto per chi sta crescendo.

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