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Legge delega su professioni sanitarie alla Stato-Regioni: Fnopi, ma ora valorizzare infermieri territoriali

Le 18 professioni: ci siamo anche noi nelle cure di prossimità dei pazienti.

È atteso mercoledì 5 gennaio al vaglio finale della conferenza Stato Regioni lo schema di disegno di legge recante la delega al governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. La Fnopi Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche ribadisce il ruolo cruciale dei camici bianchi sul territorio come già fatto a margine del via libera al
disegno di legge delega al Governo per l’adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera passato nelle settimane scorse in Consiglio dei Ministri. Parliamo in questo caso dello schema di disegno di legge, collegato alla legge Finanziaria del 2024, che mira a implementare, attraverso uno o più decreti da emanare entro l’anno, il livello di tutela della salute in attuazione dell’articolo 32 della Costituzione, nel rispetto dei principi di equità e continuità del percorso assistenziale, con una specifica attenzione all’umanizzazione delle cure.
“Una revisione del modello organizzativo del Servizio Sanitario Nazionale va certamente nella direzione auspicata ma deve prevedere, sin dalla sua strutturazione iniziale, una centralità dei servizi di infermieristica territoriale, che costituiscono uno snodo cruciale per pazienti e cittadini, favorendo un approccio proattivo alla promozione della salute e alla gestione delle patologie” spiega la,Fnopi che si è riunita a Roma venerdì a sabato scorsi con i vertici della Federazione nazione degli Ordini delle 18 professioni sanitarie Tsrm Pstrp dell’area tecnica, della riabilitazione e prevenzione.
“Dal momento della nascita fino agli ultimi momenti di vita; al pronto soccorso come nell’assistenza domiciliare, gli infermieri sono sempre presenti e centrali, assicurando anche una serie di prestazioni non intercettate dai DRG in uso”, spiega ancora la FNOPI, che rappresenta tutti gli infermieri in Italia.  “La nuova figura dell’infermiere di famiglia e comunità, recepita da tutte le Regioni italiane, grazie al lavoro capillare fatto dagli Ordini provinciali e dalle Università, è scelta sempre di più dai colleghi, soprattutto dai più giovani, e ha cambiato il paradigma dell’assistenza territoriale – dichiara la presidente nazionale, Barbara Mangiacavalli – l’importanza del ruolo dell’infermiere, peraltro ribadita dal ministro Schillaci nel corso della conferenza stampa successiva al CdM, apre la strada ad una modifica del testo approvato. Si auspica, pertanto, che Governo e Parlamento colgano l’occasione per valorizzare il ruolo dell’assistenza infermieristica territoriale, quale elemento imprescindibile per garantire equità, umanizzazione e appropriatezza delle cure”.
Più articolata la posizione della Fno Tsrm Pstrp.
“Ora nei decreti servono ruoli chiari e risorse per tutte le professioni sanitarie” dichiara infatti il presidente nazionale Diego Catania.
“La legge delega per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale può rappresentare un passaggio decisivo per dare continuità alla riforma avviata con il DM 77/2022 e con gli investimenti del PNRR – avverte quest’ultimo – avvicinando davvero il Servizio sanitario nazionale ai luoghi di vita delle persone, attraverso una fattiva collaborazione tra ospedale e territorio”. L’approvazione del DDL sul riordino dell’assistenza territoriale e ospedaliera all’interno del Consiglio dei Ministri nelle settimane scorse è un tassello che si aggiunge allo schema di disegno di legge delega al governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie atteso per primo al vaglio della Conferenza Stato Regioni.
“Il nostro giudizio definitivo, però, dipenderà da come i decreti attuativi renderanno effettivo il protagonismo di tutte le professioni sanitarie nei nuovi modelli organizzativi”.
La FNO TSRM e PSTRP, dunque, chiede a gran voce che nei prossimi decreti attuativi sia esplicitato il contributo delle professioni sanitarie e sociosanitarie a esse afferenti nella presa in carico territoriale, nei percorsi di prevenzione e diagnosi precoce, nell’assistenza domiciliare e nella piena integrazione tra servizi sanitari e sociali.
Secondo la FNO TSRM e PSTRP il DDL non può limitarsi a ridisegnare mappe e funzioni: “Per rispondere efficacemente alla crescente fragilità di una popolazione che invecchia, occorrono investimenti robusti su tutto il territorio nazionale che passano attraverso l’incremento del personale sanitario. Per fare ciò, tante delle nostre professioni dedicate alla fragilità devono essere più attrattive, con riconoscimenti economici e valorizzazione delle proprie competenze, comprese le potenzialità della telemedicina e delle tecnologie digitali”, prosegue Catania.
La Federazione nazionale è pronta a mettere a disposizione del Governo e del Parlamento il proprio contributo tecnico per redigere decreti attuativi finalizzati a rendere la legge delega sulla riforma del SSN uno strumento atto a ridurre le disuguaglianze, attraverso il potenziamento dell’integrazione ospedale-territorio. L’obiettivo secondo la FNO TSRM e PSTRP deve restare la tutela del diritto alla salute per i cittadini, attraverso investimenti di risorse su équipe multiprofessionali, dove ogni professione è riconosciuta e responsabilizzata in modo coerente con le proprie competenze.
Echi di queste posizioni giungono anche dai vertici di altri Ordini regionali, segnatamente quello interprovinciale di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta guidato da Franco Ascolese.

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