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Pediatra di base aggredita a Volla: D’Avino (Fimp) rafforzare prevenzione e sicurezza

Pediatra aggredita in uno studio medico a Volla per aver invitato la mamma di una piccola paziente a rimuovere il pannolino sporco: una storia davvero terribile e inaccettabile che si è consumata nei giorni scorsi a Volla, in provincia di Napoli. La professionista in camice bianco è stata brutalmente malmenata. La dottoressa ha raccontato di aver chiesto gentilmente alla donna di portare via il pannolino del bambino, ma la situazione è degenerata rapidamente.
La donna ha bloccato il passaggio del medico con il passeggino e poi ha iniziato a colpire la pediatra con pugni e schiaffi, e successivamente ha usato anche il cellulare per colpirla in testa e al viso. La dottoressa ha descritto la scena come “una furia esplosiva”.
“È incredibile che una situazione del genere possa verificarsi in un luogo di cura e assistenza, e che la pediatra abbia dovuto subire una tale violenza. Spero che la donna sia stata denunciata e che giustizia sia fatta” ha subito dichiarato a caldo Vincenzo Tipo, neoeletto presidente della Simeup la società scientifica italiana di Pediatria di emergenza e urgenza.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Fimp, la federazione italiana medici pediatri con presidente nazionale Antonio D’Avino che sottolinea: “Prioritario rafforzare prevenzione e sicurezza sul territorio. L’aggressione avvenuta a Volla è un fatto gravissimo che purtroppo non resta isolato. È evidente la necessità di rafforzare la sicurezza presso i presidi territoriali della Pediatria di Famiglia, attraverso misure concrete e una maggiore attenzione ad un fenomeno che, purtroppo, continua a ripetersi, per garantire ai Pediatri di Famiglia di poter svolgere la propria attività in condizioni di piena sicurezza”. L’episodio, avvenuto all’interno dello studio medico e davanti ad altre famiglie presenti, conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza negli ambulatori.
“È fondamentale che ogni episodio di aggressione ai danni dei Pediatri di Famiglia anche quelli che possono apparire ‘minori’ venga segnalato tempestivamente. Si tratta di campanelli d’allarme da tenere sotto controllo per intervenire con rapidità”, ha aggiunto Salvatore Iasevoli, Segretario provinciale FIMP Napoli.
La violenza contro gli operatori sanitari è un problema grave e diffuso, e deve essere condannata senza riserve. La sicurezza e la dignità degli operatori sanitari devono essere garantite, affinché possano svolgere il loro lavoro con serenità e professionalità.
Sulla vicenda prende posizione netta anche Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei medici di Napoli e provincia: “Ho sentito in merito
«Ho sentito in merito il Prefetto Di Bari e porterò il caso al prossimo tavolo per l’ordine e la sicurezza. Episodi simili devono essere perseguiti e chi si rende protagonista di queste aggressioni va punito con la massima severità» ha spiegato Zuccarelli commentando la brutale aggressione subita dalla pediatra di libera scelta nel suo studio a Volla,
«Desidero ringraziare il Prefetto di Napoli, che mi ha personalmente espresso la sua solidarietà per la collega aggredita e che, ancora una volta, ha dimostrato grande attenzione verso l’odioso fenomeno delle violenze contro i medici e gli operatori sanitari. È fondamentale sapere di poter contare su istituzioni sensibili e presenti, con le quali continuare a lavorare in sinergia per garantire condizioni di maggiore sicurezza», aggiunge Zuccarelli. L’Ordine di Napoli esprime piena e convinta vicinanza alla collega, vittima di un’aggressione tanto assurda quanto violenta, e ribadisce che nessuna frustrazione, nessun disagio, nessuna presunta “giustificazione” può trasformarsi in un attacco fisico o verbale contro chi ogni giorno si prende cura delle persone, spesso in contesti già segnati da carichi di lavoro e responsabilità molto elevati. Colpire un medico significa colpire l’intero sistema di cure e, di riflesso, tutti i cittadini. Il tema della sicurezza dei medici non può più essere affrontato solo con l’indignazione del giorno dopo: servono interventi strutturali. «Sia chiaro fin d’ora che al prossimo presidente della Regione chiederemo sin da subito l’istituzione di un osservatorio ad hoc, sull’esempio di quello nazionale, che operi in stretto contatto con la Prefettura. Una struttura che possa tenere traccia del fenomeno per tratteggiarne le reali dimensioni. Occorre rafforzare i presidi di sicurezza negli ambulatori territoriali e nei distretti, prevedere sistemi di videosorveglianza dove necessario, avere procedure rapide di segnalazione e intervento, una mappatura dei contesti più a rischio e, soprattutto, l’applicazione rigorosa delle norme già esistenti a tutela degli operatori sanitari». Gli studi pediatrici, le guardie mediche, gli ambulatori di medicina generale e di continuità assistenziale non possono essere lasciati soli. L’Ordine dei Medici di Napoli richiama ancora una volta la necessità di un cambio culturale: non può passare l’idea che il medico sia un “bersaglio” sul quale scaricare tensioni e rabbia. Il rapporto di cura si fonda sulla fiducia reciproca, sul rispetto dei ruoli e delle regole minime di convivenza civile, a partire dal rispetto degli ambienti di lavoro e delle persone che vi operano.

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