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Ricerca: l’infarto potrebbe ‘venire’ dall’ intestino

Un nuovo filone di ricerca tutta made in Italy ha scoperto un nuovo ‘colpevole’, alla base di infarti e ictus, annidato in un’alterazione del microbiota intestinale.

Si tratta del lipopolisaccaride, presente in alcuni batteri ‘cattivi’; questa sostanza può attraversare la barriera intestinale ed arrivare nel sangue, trasportato dal colesterolo ‘cattivo’ che sfrutta come cavallo di Troia per entrare nelle arterie, dove innesca i processi che portano alla trombosi. Sono già allo studio terapie per contrastare questo nuovo meccanismo di malattia. Ne ha parlato al congresso della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) di Rimini il professor Francesco Violi, presidente onorario della SIMI e professore emerito della ‘Sapienza’ Università di Roma e autore di queste ricerche. L’arteriosclerosi è una malattia multifattoriale, associata a tanti fattori di rischio, i più noti dei quali sono il fumo, il diabete di tipo 2, l’obesità, la sindrome metabolica, l’ipertensione e l’aumento del colesterolo LDL. Un gruppo di ricercatori italiani, diretto dal professor Francesco Violi, ha scoperto un nuovo insidioso meccanismo di malattia, una nuova via di comunicazione diretta che parte dall’intestino e arriva al cuore e alle principali arterie dell’organismo. Su questa ‘autostrada dell’aterosclerosi’ viaggia una sostanza che, dopo aver attraversato la parete dell’intestino, si va a localizzare sulle arterie, dove innescando una serie di meccanismi, può portare alla trombosi, quelle che causa l’infarto, ma anche l’ictus e altre complicanze dell’aterosclerosi. “Il ‘colpevole’ sul quale si è appuntata la nostra attenzione è il lipopolisaccaride (LPS) – spiega il professor Francesco Violi, che terrà una lettura sull’argomento al prossimo congresso della SIMI – Si tratta di un componente (un glicolipide) della parete batterica dei batteri Gram negativi, come l’Escherichia coli.

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