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Scompenso cardiaco: non solo farmaci innovati ma progetti virtuosi di telemedicina per la gestione del paziente a casa

Per fronteggiare la cronicità, gli esperti sono convinti che serve una rimodulazione dell’offerta socio-sanitaria, favorendo una migliore integrazione tra sistemi ospedalieri e quelli territoriali anche con l’aiuto della telemedicina. Approccio che vale anche per patologie come lo scompenso cardiaco, la prima causa di ricovero in ospedale, e che conta nel mondo 64milioni di persone che ne soffrono.

Per il trattamento dello scompenso cardiaco non vengono in aiuto soltanto i nuovi farmaci, chiamati dai cardiologi “statine del terzo millennio”, ma il paziente può essere monitorato anche al suo domicilio, attraverso la telemedicina, come concordano specialisti, medici di medicina generale, infermieri e associazioni pazienti. 

La casa come primo luogo di cura significa favorire l’implementazione di soluzioni tese a migliorare la gestione, la presa in carico e la programmazione dell’assistenza a domicilio dei pazienti fragili e cronici. Ne è convinto Antonio Salvatore Miglietta, Direttore dell’UOC Percorsi clinici assistenziali e Telemedicina dell’ASL Roma 2, che evidenzia come ad oggi risulta necessaria una rimodulazione dell’offerta socio-sanitaria, favorendo una migliore integrazione tra sistemi ospedalieri e quelli territoriali, anche attraverso l’utilizzo della telemedicina, in un percorso virtuale e operativo. 

Il progetto PDTA aziendale per il Diabete e la BPCO in atto presso l’ASL Roma 2, è un modello di presa in carico multidisciplinare tramite piattaforma digitale condivisa tra medici di medicina generale e specialisti ambulatoriali. Il progetto è attualmente in fase sperimentale con la partecipazione di 30 medici di medicina generale e 40 specialisti ambulatoriali. 

Si prevede l’implementazione di nuovi PDTA e il prossimo ad essere rilasciato è quello dello scompenso cardiaco. Attualmente i pazienti presi in carico con il PDTA scompenso cardiaco nei sei distretti dell’ASL Roma 2 sono circa 600 che nel prossimo futuro potranno beneficiare della presa in carico su piattaforma digitale.

A Rieti l’innovativo progetto di cura per la presa in carico dei pazienti affetti da scompenso cardiaco coinvolge oltre 200 pazienti, attualmente inseriti nel PDTA della ASL di Rieti, dedicato a chi è affetto da questa grave patologia cronica. 

Luca Moriconi, Direttore del Dipartimento di Medicina dell’ASL di Rieti e Vicepresidente FADOI del Lazio, spiega che il percorso di cura, personalizzato in base allo stadio clinico della malattia, consente una elevata qualità delle cure secondo le più recenti linee guida, la gestione ottimale dell’assistenza territoriale extraospedaliera, un efficiente utilizzo delle risorse riducendo i ricoveri ripetuti. Il progetto ha ottenuto un notevole gradimento da parte dei pazienti e dei loro familiari. 

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