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Settimana internazionale di sensibilizzazione sull’Herpes Zoster: perché informarsi è fondamentale


Dal 24 febbraio al 2 marzo, un’occasione per sensibilizzare sulla malattia e sulla sua prevenzione, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili.

Prende il via, dal 24 febbraio al 2 marzo, la Settimana Internazionale di Sensibilizzazione sull’Herpes Zoster, un’occasione per accendere i riflettori su una patologia spesso sottovalutata, il Fuoco di Sant’Antonio. Sebbene molti non siano consapevoli dei rischi associati all’Herpes Zoster, la malattia può avere conseguenze gravi, soprattutto per alcune categorie di persone. Questa settimana è l’occasione ideale per fare chiarezza sui rischi, sulla prevenzione e sull’importanza della diagnosi precoce.

Cos’è l’Herpes Zoster

L’Herpes Zoster è una malattia virale causata dalla riattivazione del virus della varicella, che rimane latente nel corpo umano dopo un’infezione primaria. Questo virus, noto come Varicella-Zoster, si può risvegliare in età adulta, anche a distanza di decenni, specialmente quando il sistema immunitario è indebolito da stress, malattie o farmaci. Quando il virus si riattiva, provoca un’eruzione cutanea dolorosa, che di solito appare come vescicole rosse su una sola parte del corpo, seguite da bruciore e dolore intensi. Sebbene il virus possa colpire chiunque abbia avuto la varicella, alcune categorie sono più vulnerabili.

Perché è pericoloso

Uno degli aspetti più gravi dell’Herpes Zoster è la sua capacità di causare complicazioni a lungo termine, come la nevralgia post-erpetica, che si manifesta con dolore cronico persistente, anche dopo la guarigione delle lesioni cutanee. Questo dolore può durare mesi o, nei casi più gravi, anni. Inoltre, l’Herpes Zoster può colpire aree delicate del corpo, come il viso e gli occhi, portando a danni alla vista permanenti. È essenziale che la malattia venga trattata tempestivamente per ridurre il rischio di queste complicazioni.

Chi è a rischio

Sebbene l’Herpes Zoster possa colpire chiunque, ci sono alcune categorie di persone che presentano un rischio maggiore. In particolare:

  1. gli anziani (over 50): con l’avanzare dell’età, il sistema immunitario tende a indebolirsi, rendendo più facile la riattivazione del virus;
  2. le persone immunocompromesse: chi soffre di malattie croniche come diabete, BPCO o patologie cardiovascolari, oppure chi è sottoposto a trattamenti immunosoppressori (come chemioterapia o farmaci biologici) è particolarmente vulnerabile;
  3. i pazienti oncologici: i pazienti in trattamento per il cancro, sia chemioterapico che radioterapico, sono tra i più a rischio, poiché le terapie mirano a indebolire il sistema immunitario per combattere le cellule tumorali, rendendoli esposti anche alle infezioni virali come l’Herpes Zoster.
  4. chi ha avuto la varicella: Il virus della varicella rimane latente nel corpo anche dopo la guarigione e può risvegliarsi in qualsiasi momento, soprattutto se il sistema immunitario è compromesso.

L’importanza della vaccinazione

La prevenzione è il miglior strumento per combattere l’Herpes Zoster. La vaccinazione è il metodo più efficace per ridurre il rischio di sviluppare la malattia e le sue complicazioni. In Italia, la vaccinazione contro l’Herpes Zoster è raccomandata e gratuita per le persone over 65 e per le persone che appartengono a categorie a rischio, come i pazienti oncologici e quelli immunocompromessi. Purtroppo, molte persone non sono a conoscenza della possibilità di vaccinarsi contro l’Herpes Zoster o non considerano questa opportunità una priorità. L’iniziativa della Settimana Internazionale di Sensibilizzazione sull’Herpes Zoster punta proprio a colmare questa lacuna informativa, sensibilizzando la popolazione riguardo i rischi del Fuoco di Sant’Antonio e l’importanza della vaccinazione preventiva.

Come riconoscerlo 

Riconoscere i sintomi dell’Herpes Zoster in fase precoce è fondamentale per iniziare il trattamento antivirale, che può ridurre la durata e l’intensità dei sintomi e prevenire complicazioni come la nevralgia post-erpetica. I sintomi principali includono:

  • formicolio, prurito o bruciore in una zona specifica del corpo (spesso uno dei primi segnali);
  • comparsa di vescicole rosse che si sviluppano in un’area delimitata;
  • dolore intenso e persistente nella zona colpita;
  • malessere generale e febbre lieve.

Se si notano questi sintomi, è fondamentale rivolgersi a un medico il prima possibile per avviare il trattamento. La diagnosi precoce è cruciale per evitare che il virus provochi danni permanenti.

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