Maldive, iniziano le operazioni di recupero dei quattro sub italiani dispersi nella grotta sommersa

Sono iniziate oggi, 19 maggio 2026, le complesse operazioni per il recupero dei corpi dei quattro sub italiani rimasti intrappolati in una grotta sommersa nell’atollo di Vaavu, alle Maldive. I cadaveri erano stati localizzati nelle scorse ore da una squadra di tre specialisti finlandesi esperti in immersioni tecniche e speleosubacquee, arrivati nell’arcipelago per supportare le autorità locali.

I sommozzatori hanno raggiunto la parte più profonda della cavità, a circa 60 metri sotto il livello del mare, dopo una lunga immersione effettuata con attrezzature avanzate per la navigazione subacquea e sistemi di riciclo dell’aria. Le operazioni sono considerate estremamente difficili a causa della conformazione della grotta e delle forti correnti presenti nell’area.

Secondo quanto riferito dalle autorità maldiviane, il recupero delle salme proseguirà tra oggi e domani con immersioni successive, coordinate insieme ai soccorritori internazionali.

La tragedia ha coinvolto un gruppo di sub molto esperti, appassionati di biologia marina ed esplorazioni profonde. Tra le vittime ci sono Monica Montefalcone, docente di Ecologia marina all’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, Federico Gualtieri e Gianluca Benedetti, il cui corpo era già stato recuperato nei giorni scorsi. Durante i tentativi di soccorso aveva inoltre perso la vita anche un sub della guardia nazionale maldiviana.

L’incidente viene già considerato il più grave disastro subacqueo mai registrato alle Maldive.

Il messaggio della Fnob

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa delle biologhe marine Monica Montefalcone e Muriel Oddenino, ricordandone il valore umano e scientifico.

Il presidente della FNOB, Vincenzo D’Anna, ha parlato di una perdita enorme per il mondo della ricerca italiana, sottolineando come le due studiose abbiano dedicato la propria vita allo studio e alla tutela degli ecosistemi marini.

Per onorarne la memoria, la Federazione ha annunciato l’istituzione di un premio dedicato alle due ricercatrici presso la Scuola di formazione permanente di Biologia Marina di Reggio Calabria. L’iniziativa avrà l’obiettivo di sostenere i giovani studiosi e mantenere vivo il ricordo del loro contributo scientifico.

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