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Trapianto di rene modificato geneticamente, semaforo verde negli Usa allo xenotrapianto

Via libera negli Stati Uniti a una batteria di sei sperimentazioni cliniche relativamente al trapianto di rene con organi prelevati da maiale geneticamente modificato, vediamo in cosa consistono le recenti innovazioni e le implicazioni future per la chirurgia.

L’agenzia governativa americana Food and Drug Administration (FDA) ha recentemente autorizzato in via compassionevole un ciclo di trattamenti su sei pazienti in fase terminale. Dopo anni nei quali abbiamo assistito a tentativi infruttuosi di impiantare organi animali in esseri umani, la sperimentazione in programma nei prossimi mesi prevede il trapianto di una nuova generazione di reni modificati geneticamente, e resi ancora più simili al modello umano allo scopo di scongiurare il rischio di rigetto.

Ma come è possibile che un rene di maiale possa essere reso compatibile con la fisiologia di un essere umano? La risposta risiede nei progressi della genetica. Finora i tentativi fatti sono falliti. I ricercatori della United Therapeutics Corporation tornano ora alla carica: hanno perfezionato la preparazione, aggiungendo altri geni umani agli organi che saranno prelevati, e silenziato quattro geni che potrebbero attivare una risposta immunitaria avversa.

Questa tecnologia, nota come xenotrapianto, si basa sull’idea di utilizzare organi di animali geneticamente modificati per sostituire gli organi umani deteriorati e insostituibili. Le sperimentazioni precedenti, che hanno coinvolto trapianto di cuore, rene e polmone di derivazione animale, hanno spesso purtroppo portato a reazioni importanti e gravi complicanze. Tuttavia, anno dopo anno la speranza di superare queste barriere sta diventando una realtà.

La strada verso i trapianti di organi da animali a esseri umani è stata lunga e complessa. Gli sforzi iniziali risalgono a tanti anni fa, e sebbene molti di questi tentativi siano stati autorizzati per uso compassionevole, la transizione verso sperimentazioni cliniche ufficiali è andata avanti molto gradualmente. Cesare Galli, pioniere nello studio degli xenotrapianti, ha sottolineato l’importanza di questo nuovo round di sperimentazioni.

In Italia, parallelamente a quanto avviene negli Stati Uniti, si stanno svolgendo ricerche simili. Galli, fondatore del laboratorio Avantea di Cremona, ha presentato un progetto in collaborazione con l’Istituto Mario Negri e l’azienda ospedaliera universitaria di Padova. Questo progetto intende studiare la fisiologia degli organi geneticamente modificati e identificare indicatori di rigetto, ponendo così le basi per futuri trapianti.

Il potenziale degli xenotrapianti è enorme. Con l’aumento della domanda di organi e il numero limitato di donatori disponibili, l’utilizzo di organi animali potrebbe rappresentare una soluzione significativa. Tuttavia, ci sono ancora molte sfide da affrontare, tra cui la necessità di garantire che gli organi siano privi di patogeni e assenza di reazioni avverse nel ricevente.

I ricercatori stanno lavorando su capi animali selezionati e allevati in modo da massimizzare le possibilità di successo nei trapianti. Si sta cercando di migliorare la compatibilità immunitaria, mentre i kit diagnostici sono somministrati per monitorare la presenza di eventuali agenti patogeni. Naturalmente, l’avanzamento della tecnologia dei trapianti pone anche questioni di natura etica. È fondamentale che la comunità scientifica e la società affrontino questi temi con prudenza e senso di responsabilità.

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