Farmaci equivalenti: l’importanza della formazione e del deblistering

Intervista a Giovanni Cirilli, Segretario Regionale FIMMG, Regione Lazio

L’introduzione dei farmaci equivalenti ha rivoluzionato il mercato farmaceutico mondiale, migliorando l’efficienza del sistema sanitario e promuovendo la sostenibilità. Questi farmaci, efficaci quanto quelli di marca, stimolano la concorrenza etica sui prezzi e ampliano l’accesso a cure di qualità. Tuttavia, in Italia, i farmaci di marca generano ancora un copayment annuale di oltre un miliardo di euro, risorse che potrebbero essere utilizzate meglio. Nonostante i progressi, permangono resistenze tra operatori e pazienti, spesso dovute a informazioni poco accurate.

Durante l’evento “IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE – CALL TO ACTION”, promosso da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Teva, Giovanni Cirilli, Segretario Regionale FIMMG della Regione Lazio, ha affrontato questo tema. Ha dichiarato: “Il farmaco equivalente ha rappresentato un indubbio vantaggio per il sistema sanitario nazionale, consentendo risparmi significativi che possono essere destinati all’acquisto di farmaci innovativi molto costosi. È chiaro che all’inizio c’è stata un’informazione non molto equilibrata, forse in qualche modo sponsorizzata, per cui è rimasto un po’ il sentimento, anche tra gli operatori sanitari, che il farmaco equivalente, o generico, non sia esattamente uguale al farmaco originatore e che sia forse meno efficace. È quindi necessario fare campagne di formazione rivolte sia ai medici che ai cittadini, perché un po’ di diffidenza si nota ancora. È importante incentivare e comunicare i controlli che vengono fatti sulle aziende che producono farmaci generici per annullare questa diffidenza. Dobbiamo rafforzare la nostra attività di risparmio attraverso l’uso dei farmaci generici e aprire una comunicazione più efficace con i cittadini, sottolineando che questi farmaci sono altrettanto efficaci”. E ancora: “Una delle difficoltà più importanti che abbiamo rilevato è la confusione che si crea tra i cittadini, soprattutto tra gli anziani che sono fragili e in politerapia. Spesso confondono le confezioni dei farmaci, quindi è fondamentale il ruolo attivo del farmacista nel ‘de-blistering’, ossia nello smontare le confezioni e rifare una confezione personalizzata per il paziente, per esempio, settimanalmente, in modo che non sbagli nell’assunzione dei farmaci. Questo è probabilmente l’aspetto pratico più importante per il paziente”.

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