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Terapie combinate, che cosa sono e perché è difficile ottenerle (nonostante i vantaggi)

Negli ultimi anni, la ricerca clinica ha dimostrato che associare due o più farmaci, o principi attivi con meccanismi d’azione diversi, può essere molto efficace nel trattare malattie complesse. In Italia, attualmente, si contano più di 140 terapie combinate disponibili. Partendo da queste premesse, è stato presentato a Roma un nuovo report dal progetto ComboConnect – Bridging access gaps in combination therapies, realizzato da MTA in collaborazione con ISPOR Italy-Rome Chapter. Questo progetto si è concentrato sulle possibili soluzioni per migliorare l’accesso alle terapie combinate, utilizzate in vari ambiti, tra cui oncologia, cardiologia, endocrinologia, infettivologia e psichiatria.

ComboConnect è un progetto che ha coinvolto esperti di varia estrazione, tra cui il regolatorio farmaceutico, l’economia sanitaria e la pratica clinica, con l’obiettivo di suscitare una comprensione più approfondita delle problematiche, oltre a migliorare l’accesso alle cure, mantenendo la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Dario Lidonnici, fondatore e direttore di MTA, ha evidenziato che le difficoltà principali riguardano l’approvazione, il rimborso e la gestione delle terapie combinate, specialmente quando i titolari delle autorizzazioni sono diversi. Le normative attuali dovrebbero facilitare una gestione efficace di queste combinazioni.

Pier Luigi Canonico, farmacologo universitario, suggerisce che sarebbe utile definire linee guida già a partire dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), in questo modo sarebbe più facile gestire in modo uniforme le terapie combinate, superando gli steccati che circondano le singole molecole

Claudio Jommi, professore di economia aziendale, ha aggiunto che nella definizione dei prezzi delle terapie combinate è necessario considerare come i vari componenti concorrono al valore finale. Una proposta è quella di riconoscere un premio per ogni farmaco aggiunto, prevedendo benefici incrementali.

L’analisi ha mostrato che ci sono aree da migliorare nella regolamentazione e nella legislazione, per arrivare a un sistema che riconosca le specificità delle terapie combinate, facendole uscire dalla giungla attuale.

Il progetto ComboConnect, sostenuto da aziende come Astellas, Roche, GSK e Otsuka, intende segnare un primo passo verso la creazione di un sistema di cure più efficace. È necessaria la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, tra cui pazienti, aziende e autorità sanitarie, per garantire un accesso tempestivo a terapie innovative efficaci.

Per la cronaca, MTA è una società di consulenza per l’accesso al mercato delle tecnologie sanitarie, promuove collaborazioni con istituzioni e associazioni di pazienti. ISPOR Italy-Rome Chapter è una associazione indipendente no profit centrata alla farmacoeconomia e la ricerca sugli esiti, persegue l’obiettivo di migliorare l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale attraverso studi basati su evidenze.

La denominazione di terapia combinata si riferisce all’impiego di più di un trattamento in simultanea per affrontare una malattia complessa. Questo approccio è comune in cardiologia, oncologia, psichiatria, endocrinologia e infettivologia. Ogni campo ha le sue specificità, ma il concetto generale è simile e intuitivo:

Cardiologia. Le terapie combinate possono includere l’impiego di farmaci diversi per trattare condizioni quali l’ipertensione, l’insufficienza cardiaca o la malattia coronarica. Ad esempio, un paziente potrebbe ricevere un beta-bloccante insieme a un diuretico e a un ACE-inibitore per migliorare il controllo della pressione sanguigna e la funzione cardiaca.

Oncologia. Nel trattamento del cancro, le terapie combinate possono comprendere la chemio, la radioterapia e l’immunoterapia. L’obiettivo è attaccare le cellule tumorali da diverse angolature, con maggiori probabilità di successo e riducendo l’eventuale insorgenza di resistenze al trattamento.

Psichiatria. Le terapie combinate per la salute mentale possono includere una accoppiata di farmaci, come antidepressivi e antipsicotici, o l’integrazione con la psicoterapia. Questo approccio è spesso utilizzato per trattare disturbi complessi come la depressione o la sindrome bipolare.

Infettivologia. Nel campo delle malattie sostenute da virus e batteri le terapie combinate si sono evolute nel corso degli anni. In tema di antibiotici possiamo citare un evergreen, la combinazione amoxicillina e acido clavulanico. Venendo ai giorni nostri, la terapia antiretrovirale combinata nei soggetti HIV positivi, ad esempio, è un tema di grande attualità, si riuniscono efficacemente più farmaci in una sola somministrazione per ridurre la carica virale, e prevenire le resistenze al trattamento. Idem la combinazione di antivirali ad azione diretta per eradicazione del virus dell’epatite C (HCV).

In generale, le terapie combinate mirano a migliorare l’efficacia del trattamento, ridurre gli effetti collaterali e affrontare la complessità della malattia in modo più completo. Tuttavia, richiedono un’attenta gestione da parte del medico per garantire compatibilità, tollerabilità e appropriatezza.

Le terapie combinate in endocrinologia prevedono l’impiego di più medicamenti per ottimizzare il controllo dei sintomi, migliorare l’efficacia del trattamento e minimizzate il rischio di effetti collaterali:

Diabete. Nelle persone con diabete di tipo 2, è comune combinare farmaci orali (come metformina) con insulina o con altri farmaci come gli inibitori SGLT2 o i GLP-1 agonisti per migliorare il controllo glicemico e ottenere vantaggi anche sotto il profilo cardiovascolare cardiometabolico.

Tiroide. In certi casi, i pazienti con ipotiroidismo possono beneficiare della combinazione di levotiroxina con farmaci complementari o integratori titolati. Nella gestione delle malattie tiroidee come l’ipertiroidismo, possono essere utilizzati farmaci antitiroidei in combinazione con beta-bloccanti.

Ovaio. I trattamenti per la sindrome dell’ovaio policistico possono includere una combinazione di principi attivi per la regolazione del ciclo mestruale, farmaci per la sensibilità all’insulina come la metformina, e terapie per la fertilità se necessario.

Osteoporosi. Nei soggetti con fragilità ossea a rischio fratture, possono essere utilizzati bisfosfonati in combinazione con vitamina D e calcio per migliorare la salute ossea, oppure farmaci sofisticati di nuova generazione associati a integrazione.

Surrene. In presenza di insufficienza surrenalica, i pazienti possono necessitare, secondo il giudizio del medico, di una combinazione di glucocorticoidi e mineralo-corticoidi.

È bene che la terapia combinata sia sempre supervisionata da un medico specialista qualificato, poiché si richiede un approccio personalizzato e monitorato costantemente, attento alle interazioni tra i farmaci.

Nonostante i benefici, l’accesso alle terapie combinate deve fare i conti con una serie di lacci e impedimenti. Il report che ha analizzato le terapie combinate approvate al 30 aprile 2024 ha evidenziato le problematiche, a partire dall’assenza di procedure definite per attribuire il valore delle combinazioni. A questo si aggiunga la complessità del processo negoziale, in particolare quando i medicinali hanno paternità differenti, processo complicato ulteriormente dalle limitazioni dei dati clinici comparativi, spesso insufficienti a supportare la richiesta di un premio sul prezzo.

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