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Medicina, sport e prevenzione: alla Camera dei Deputati focus sulla salute attraverso l’attività fisica


Sport, medicina e prevenzione al centro del dibattito istituzionale: esperti e politici uniti per promuovere salute e sicurezza nello sport a ogni livello.

Nella prestigiosa Sala Tatarella della Camera dei Deputati, si è tenuto il convegno “Medicina, sport, prevenzione, urgenze ed emergenze in ambito sportivo”, un evento che ha acceso i riflettori sull’importanza dello sport come strumento di salute pubblica, prevenzione e benessere psicofisico. Promosso da A&G Global Events su iniziativa dell’Onorevole Luciano Ciocchetti, l’incontro ha coinvolto Istituzioni, professionisti della sanità, enti sportivi e rappresentanti del mondo scolastico.

Diritto da garantire a tutti

Ad aprire i lavori, l’On. Ciocchetti ha richiamato l’urgenza di politiche integrate che promuovano stili di vita sani. L’attività sportiva, ha sottolineato, non è un passatempo, ma un diritto e un dovere civico, soprattutto dopo quanto insegnato dalla pandemia. Da qui l’importanza di istituire tavoli tecnici come “Ambiente e Salute”, capaci di produrre proposte legislative concrete per promuovere uno sviluppo sostenibile e salutare. Ha anche presentato due proposte di legge: una per rendere obbligatorie le autopsie nei casi di morte improvvisa e un’altra per estendere il corso BLSD (rianimazione cardiopolmonare con defibrillatore) a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine.

La parola agli esperti medici

Il Prof. Giuseppe Capua, specialista in medicina dello sport e Presidente della Commissione Antidoping FIGC, ha ribadito che “lo sport è salute”. Ha chiesto con forza che l’attività sportiva venga resa obbligatoria per legge e accessibile a tutti. Tuttavia, ha evidenziato una criticità strutturale: in Italia, mancano i medici sportivi, e la visita medico-sportiva resta prerogativa solo degli agonisti, escludendo gli amatori, con evidenti rischi per la salute pubblica.

Il primo soccorso può salvare vite

La Dott.ssa Alessandra Puppin, medico dell’emergenza-urgenza, ha spostato l’attenzione sulla formazione al primo soccorso. “Ogni contesto sportivo deve garantire prontezza d’intervento in caso di emergenza. La formazione all’uso del defibrillatore dovrebbe iniziare già dalle scuole”, ha dichiarato, sottolineando che queste competenze salvavita non sono un’aggiunta, ma parte integrante dell’educazione. Il Dott. Marco Cicconetti, specialista in medicina dello sport, ha acceso i riflettori su un aspetto poco trattato: la gestione di patologie croniche negli atleti. Spesso gli sportivi abbandonano l’attività per dolori persistenti non riconosciuti né curati correttamente. Il problema? “I medici sportivi non sono i primi interlocutori, e così perdiamo pazienti che potrebbero continuare a trarre beneficio dallo sport”.

Formazione e specializzazione

A chiudere il convegno è stata Barbara Ancillai, fondatrice di A&G Global Events, che ha evidenziato l’obiettivo dell’iniziativa: “Vogliamo formare nuove figure specializzate nel mondo sportivo, capaci di affrontare le sfide mediche ed educative emergenti. Questo evento è solo un primo passo verso un cambiamento culturale e professionale profondo”. Presente in sala anche il Prof. Carlo Tranquilli, Direttore Scientifico del CONI Lazio, che ha ascoltato con attenzione tutti gli interventi, confermando l’alto profilo del confronto. Il convegno ha rappresentato un momento fondamentale per riconoscere lo sport come leva strategica per la prevenzione e la tutela della salute pubblica. È emersa con forza la necessità di politiche inclusive, formazione capillare e collaborazione tra Istituzioni, scuole, sanità e realtà sportive per garantire accesso universale, sicurezza e continuità nell’attività sportiva. In definitiva, promuovere la cultura dello sport come medicina è una scelta etica, sociale e sanitaria. Il futuro della salute pubblica passa anche – e soprattutto – da qui.

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