Cura del cancro: la ricerca riduce il panico e accende la speranza, parola di Romano La Russa

Alla MidSummer School 2025 si riflette sul cambiamento culturale nella cura del cancro: “Oggi affrontiamo la malattia con più forza e consapevolezza”.

Nel corso della prima giornata della MidSummer School 2025, evento promosso da Motore Sanità con il titolo “Il futuro delle cure oncologiche si incontra a Milano”, si è svolto a Palazzo Lombardia un importante confronto tra istituzioni, professionisti sanitari e ricercatori. Tra gli interventi di maggior rilievo, quello di Romano La Russa, Assessore alla Sicurezza e Protezione Civile della Regione Lombardia, ha colpito per il suo taglio umano e sociale sul tema della cura del cancro.

È doveroso ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo convegno – ha dichiarato La Russa – che affronta una materia delicatissima, fino a qualche anno fa quasi impronunciabile. Bastava pronunciare la parola cancro per scatenare il panico in intere famiglie”.

Lavoro instancabile di medici, ricercatori e scienziati

Secondo l’Assessore, il progresso della ricerca oncologica ha modificato profondamente non solo l’approccio terapeutico, ma anche la percezione collettiva della malattia. Oggi, parlare di cancro non significa più automaticamente paura o disperazione.

Oggi il cancro si affronta in modo diverso, con molte più speranze – ha spiegato – e questo è fondamentale per il paziente. La forza psicologica, la voglia di reagire, fanno la differenza nel percorso di cura”.

Un cambiamento che è frutto del lavoro instancabile di medici, ricercatori e scienziati, con la Lombardia in prima linea nella ricerca biomedica e nelle strategie di prevenzione e assistenza oncologica.

L’importanza della divulgazione e del confronto

La Russa ha sottolineato come eventi come la MidSummer School non siano solo occasione di aggiornamento tecnico, ma anche di diffusione di consapevolezza culturale, sociale e politica sul tema della cura del cancro.

Questi incontri rappresentano un punto di riferimento per l’Italia e un esempio per tutto il mondo – ha concluso – perché aiutano a migliorare la qualità della ricerca e, di conseguenza, la vita dei pazienti”.

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