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Cernobbio School, giornata conclusiva: quale futuro tra competenze, genomica e innovazione digitale

Dalla formazione alla medicina di precisione, fino alle piattaforme data‑driven: la terza giornata di Motore Sanità a Villa Erba si concluderà con la presentazione delle dieci proposte per il Servizio Sanitario Nazionale



La terza giornata della Cernobbio School di Motore Sanità parte oggi dall’analisi del contesto sanitario, un quadro che cambia rapidamente, e avverte la necessità di integrare competenze, tecnologie e nuovi modelli organizzativi. La particolarità di Cernobbio, la sua propensione a riunire le voci di istituzioni, clinici, ricercatori, manager e professionisti della comunicazione, si conferma un laboratorio privilegiato per immaginare il Servizio Sanitario Nazionale dei prossimi anni.

I lavori della mattina si aprono con i saluti delle autorità, tra cui Paolo Calcinaro, Assessore alla Sanità della Regione Marche, Maria Cristina Cantù e Massimo Garavaglia del Senato della Repubblica, Annarita Patriarca della Camera dei Deputati, Andrea Quartini e Emanuele Monti, Presidente della IX Commissione permanente della Regione Lombardia. La moderazione è affidata a Sonia Viale e Claudio Zanon dell’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità, che guidano il dialogo verso una riflessione ampia sul ruolo delle istituzioni nella trasformazione del sistema.

Il primo tema affrontato è quello della formazione e del linguaggio nel giornalismo scientifico divulgativo, con l’intervento di Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria. Barachini sottolinea come la qualità dell’informazione sia un elemento essenziale per costruire fiducia tra cittadini e istituzioni sanitarie, ricordando che «la competenza comunicativa è parte integrante della salute pubblica». La discussione affronterà la necessità di sostenere un giornalismo capace di interpretare l’innovazione senza semplificazioni fuorvianti, mantenendo rigore e accessibilità.

Il focus si sposta poi, con la senatrice Elena Murelli, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare di Genomica & Genetica, sulle applicazioni della medicina personalizzata, una realtà che richiede investimenti, formazione e una governance capace di integrare i dati genetici nei percorsi clinici. La genomica, osserva Murelli, rappresenta «una delle frontiere più promettenti per migliorare prevenzione, diagnosi e terapie».

Il tema della programmazione sanitaria viene affrontato oggi da Marcello Gemmato (foto sopra), Sottosegretario al Ministero della Salute, che richiama l’urgenza di semplificare i processi, rafforzare la prossimità e costruire un SSN più vicino ai cittadini. Le risorse, da sole, non bastino: servono modelli organizzativi capaci di valorizzare l’innovazione e di ridurre le disuguaglianze territoriali.

La sessione prosegue con un approfondimento sulle malattie cardiovascolari e metaboliche, grazie agli interventi di Alberico Catapano, Presidente della Fondazione SISA e Past President EAS, e di Gian Antonio Girelli, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del Rischio. Catapano richiama l’importanza di un approccio integrato alla prevenzione, ricordando che «cuore, metabolismo e stili di vita sono elementi inscindibili». Girelli insiste sulla necessità di politiche pubbliche più incisive, capaci di agire sui determinanti sociali della salute.

Il dibattito sull’innovazione digitale vede la partecipazione di Leonardo Capaccioli della FNO TSRM e PSTRP, Fabrizio Grillo di Federated Innovation @MIND, Barbara Mangiacavalli, Presidente FNOPI, Paolo Misericordia della FIMMG Marche, Pierluigi Russo, Direttore tecnico‑scientifico AIFA, ed Eugenio Santoro dell’Istituto Mario Negri. Le loro voci compongono un mosaico che mostra come il digitale non sia più un supporto, ma un’infrastruttura essenziale per la sanità del presente e del futuro. Dalla telemedicina alle terapie digitali, dalla gestione dei dati alla formazione dei professionisti, emerge la necessità di una strategia nazionale coerente e capace di superare le frammentazioni regionali.

La sessione plenaria della terza giornata entra poi nel cuore della medicina data‑driven. Alessandro Maiocchi, Innovation Hub Director di Bracco e responsabile dell’integrazione dei dati scientifici per il Centro Diagnostico Italiano, insieme a Sergio Papa e Marco Alì del CDI, illustra come le piattaforme collaborative possano trasformare il dato protetto in uno strumento per la medicina di precisione. La capacità di armonizzare informazioni cliniche, diagnostiche e genomiche diventa un elemento chiave per migliorare gli esiti e ottimizzare le risorse.

Stefano Palladino di Almaviva approfondisce il ruolo dei big data e della genomica, mostrando come l’analisi avanzata dei dati possa aprire nuove frontiere nella prevenzione e nella personalizzazione delle cure. Laura Ronchetti, Welfare Innovation Manager di Atena Informatica, porta l’attenzione sull’invecchiamento attivo e sulla partecipazione, evidenziando come il digitale possa favorire autonomia e inclusione nelle fasce più anziane della popolazione. Francesco Tajani di Jakala introduce il tema della location intelligence, spiegando come gli strumenti di analisi territoriale possano supportare una programmazione sanitaria più efficace e aderente ai bisogni reali delle comunità.

Il confronto si sposta poi sull’oncologia, con una sessione dedicata al management dell’innovazione nelle grandi aziende sanitarie, moderata da Rossana Boldi e Angela Ianaro dell’Osservatorio Innovazione. Carlo Nicora, Walter Locatelli e Tiziana Frittelli, Commissario Straordinario del Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli, discutono i risultati di una survey che mette in luce criticità e punti di forza dell’attuale governance. Le direzioni strategiche presenti contribuiscono con proposte e call to action che puntano a superare la frammentazione, migliorare la capacità di valutazione dell’innovazione e garantire percorsi oncologici più fluidi e sostenibili.

La giornata si avvia alla conclusione con la presentazione delle “Dieci Proposte di Cernobbio per il SSN 2026”, un documento che sintetizza tre giorni di confronto e che mira a offrire alle istituzioni una visione concreta e attuabile. È un momento simbolico, che chiude la Cernobbio School con un impegno collettivo: trasformare idee e analisi in azioni capaci di rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, valorizzare l’innovazione e garantire equità di accesso per tutti i cittadini.

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